La difesa a tre, il maestro Jorge Jesus, il flop allo United: chi è e come gioca il tecnico nel mirino del Milan
E pensare che ha appena nove giorni in più di Cristiano Ronaldo, suo ex compagno in nazionale. Solo che lui, Ruben Filipe Marques Diogo Amorim ha lasciato il calcio giocato ben 10 anni fa, a soli 31 anni, per problemi fisici ripetuti. "Avrei potuto fare il manager d’azienda o il businessman – disse allora -. Ma ho scelto di allenare". E almeno in patria gli è andata decisamente bene. Lui, colonna del Benfica per 9 anni, 2008-17, ha avuto successo con i cugini di Lisbona, lo Sporting. Sì, con i Leões ha conquistato due titoli, il primo nel 2021, dopo ben 19 anni dall’ultimo trionfo dei biancoverdi, nel 2002, proprio prima del debutto del giovanissimo Cristiano Ronaldo da pro, e poi il bis nel 2024. Prima di lasciare l’amata Lisbona per il Manchester United dell’ennesima ricostruzione.
un passo indietro
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Amorim inizia ad allenare nel 2018 a soli 33 anni al Casa Pia di Lisbona, allora in terza serie, che trascina in alto (verrà promosso). Ma lascia a gennaio 2019 perché la federazione lo squalifica (poi revocata) per aver dato istruzioni a bordo campo, senza avere ancora il patentino. L’esperienza lo lancia in alto. Il presidente del Braga Salvador gli affida la squadra B, in C, ma lui mette in fila 8 successi in 11 gare, tanto che il boss del Braga licenzia Sá Pinto, tecnico della prima squadra all’8° posto, e chiama lui a fine dicembre. Amorim debutta a gennaio 2020 con i grandi del Braga con un 7-1 in casa del Belenenses, il suo primo club da centrocampista, il 25 gennaio vince la Coppa di Lega sul Porto, e in 13 match raccoglie 10 successi, fa a tempo a battere le tre big e risale al 3° posto. Un fulmine. Ecco che allora a marzo 2020, dopo soli 2 mesi, il presidente dello Sporting Varandas lo vuole a Lisbona e paga 10 milioni al Braga per averlo. Esordisce con un 2-0 all’Aves, con il 3-4-2-1, suo marchio di fabbrica, e in 11 turni raggiunge il “suo” Braga al 3° posto. E convince tutti.
trionfi
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Al primo anno intero allo Sporting vince con la migliore difesa (solo 20 gol subiti) e col capocannoniere Pedro Gonçalves Pote. "E non eravamo certo noi i favoriti -sottolinea Amorim - per i molti cambi fatti in estate e per i tanti giovani in rosa". Il suo maestro è stato Jorge Jesus al Belenenses e poi a lungo al Benfica: "Quello che mi ha influenzato di più. Anche se è un tecnico che stanca a volte: perché ti riempie di informazioni tattiche ed è un perfezionista". Come Mourinho, altro suo idolo: "Gran gestore di uomini, capace di creare legami unici con i giocatori. Amo la sua capacità di analisi dei rivali e sa adattarsi a loro per vincere", disse anni fa all’Expresso. Spiegando che Guardiola e il “futebol bonito” non fanno per lui. Anche se in campo amava "il Milan di Maldini, Gullit, Savicevic e il Napoli di Sarri".
delusione e famiglia
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Chiamato al Manchester United d’urgenza nel novembre 2024, versando 10 milioni di clausola allo Sporting, non ha però ripetuto l’exploit. Voluto dopo l’interim di Van Nistelrooj e il fallimento di Ten Hag ha vinto solo il 38% dei match: 24 su 63. Dopo un inizio promettente nel 2024-25, chiude a gennaio scorso l’avventura in Premier (a 3 punti dal Liverpool, 4°). Anche se nel 2025 aveva raggiunto comunque la finale di Europa League persa con il Tottenham. A Manchester Amorim ha riproposto il suo 3-4-2-1 o 3-4-3 che allo United non hanno saputo interpretare, amanti del 4-2-3-1 o 4-3-3, non è nato subito il feeling con i giocatori. Così è tornato in famiglia, dalla moglie Maria João Diogo, sposata nel 2013 a Coimbra e cognata del potentissimo Antero Henrique, ex ds del Porto e del Psg, ora in Qatar. Tanto che qualcuno all’inizio in Portogallo sosteneva che il cognato l’avesse favorito. Ma Ruben Amorim ha subito dimostrato di saper vincere. Deve soltanto ritrovare il filo del discorso. Lo farà a Milano?









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