I bavaresi nel 2023 portarono in Europa il 20enne attaccante australiano che ha piegato la Turchia, ora al Watford, e hanno il 50% sulle future rivendite. Ma il rischio è perdere talenti puri, come successe con lo juventino
Il gol di Nestory Irankunda, 20 anni e 125 giorni, alla Turchia è stato celebrato con soddisfazione anche a Monaco di Baviera. In casa Bayern saranno stati felici almeno per due motivi: primo perché avevano visto giusto. L’attaccante dell’Australia era stato portato da loro in Europa, quando nell’autunno del 2023 se lo assicurarono e gli fecero un contratto valido dall’estate 2024. Secondo, perché ha lasciato il club bavarese per il Watford, però nel contratto si legge di un diritto di ricompera in caso di interesse tedesco, ma soprattutto del 50 per cento di introito su una futura rivendita. All’Adelaide United erano stati pagati 750 mila euro che potevano arrivare fino a 3,4 milioni con i bonus, quando il ragazzo era ancora minorenne. La cessione al Watford ha portato tre milioni nelle casse bavaresi e non sembra ancora finita.
GIOCO O PARTO
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A Monaco, Irankunda non ha mai visto la prima squadra se non in allenamento, è stato inserito nella squadra B e poi in inverno è stato prestato al Grasshopper, in Svizzera. L’estate scorsa ha chiesto di andarsene perché gli servivano minuti per non essere escluso dalle convocazioni per il Mondiale. Visto quanto ha fatto a Vancouver, per il momento ha avuto ragione lui. Irankunda si inserisce nella lunga lista di giocatori che il Bayern prende, fa crescere, spera di poterli inserire in prima squadra ma non ci riesce, per diversi motivi, ma uno è predominante: la qualità della rosa bavarese è altissima, quindi trovare uno spazio fisso è difficile. Restano però alcuni dubbi, anche all’interno della società, se venga fatto tutto il possibile per far compiere a tanti talenti delle juniores il passo decisivo per restare nello spogliatoio con i grandi. Il caso di Kenan Yildiz, passato dai tedeschi alla Juventus, ha fatto discutere e in tanti a Monaco si sono chiesti come sia stato possibile farlo uscire in direzione Italia. Il Bayern ha un campus gioiello, dove i ragazzi hanno tutto per crescere, però diversi avvicendamenti al livello dirigenziale e di allenatori hanno fatto capire che il problema è stato affrontato. La filosofia del “non compriamo solo le stelle, ma costruiamo in campioni in casa, come per Lahm, Schweinsteiger e Müller” adesso trova riscontro in Lennart Karl, 18enne che ha saltato il Mondiale per infortunio ma era qui negli Usa con la Germania.
PARTENTI
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Visto come un difetto in una macchina quasi perfetta, la questione giovani viene affrontata anche in questo modo: sì alle stelle, ma affianchiamole ai ragazzi passati dal campus. E non sempre questo riesce, perché poi i giovani si stancano di essere riserve e vogliono seguire le loro ambizioni. Paul Wanner è qui al Mondiale con l’Austria, a Monaco era descritto come un talento sicuro per il futuro, ma poi tra infortuni e infinite attese ha scelto di passare a titolo definitivo al Psv. Maurice Krattenmacher, 20 anni, è un altro caso, recentissimo. Meglio il neopromosso Elversberg che la tribuna a Monaco. Ryan Gravenbrech, ora al Liverpool e al Mondiale con l’Olanda, non è un prodotto del vivaio, però era stato preso a 20 anni dall’Ajax e non è riuscito ad ambientarsi, meglio il divorzio. Joshua Zirkzee, portato in Germania a 17 anni, era anche diventato un protagonista in alcune partite fra i grandi, però rimaneva la riserva di Lewandowski, meglio cercare fortuna altrove. Certo, poi a Monaco si godono le meraviglie di Harry Kane e non si lamentano, ma il futuro è dei giovani e tanti di marca Bayern adesso fanno divertire altrove.







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