Pochettino l'americano: dal baseball al country, così ha conquistato gli Usa

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La squadra statunitense ha scatenato l'entusiasmo popolare e il ct si adegua: a Seattle è protagonista del first pitch dei Mariner, canta "Take me home country roads" a squarciagola e si è immerso nell'atmosfera americana

Non era nell’area di strike, ma quella palla curva aveva un suo perché. Mauricio Pochettino, nuovo eroe a stelle e strisce che – strano ma vero – fa sognare gli Stati Uniti attraverso il soccer, ha aggiunto un altro pezzetto alla sua rapida americanizzazione: un lancio di apertura in una partita di MLB, come capita alle star. Ogni estate il romantico baseball sonnecchia in attesa di accendersi nella post-season e, mentre riposano NHL, NBA e NFL, gli occhi di tutto il Paese sono posati soprattutto sul calcio. Più precisamente, sulla nazionale che vuole sbalordire nel Mondiale di casa, che riempie a sorpresa le televisioni a ogni ora del giorno e ha incollato oltre 20 milioni di spettatori per il match contro la Bosnia: per la precisione 24 milioni 430mila solo su Fox per la partita di calcio in lingua inglese più vista di sempre nella storia della televisione americana. Insomma, in questo momento, non c’è sport più seguito in casa dello zio Sam. 

effetto soccer

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La squadra di Pochettino è arrivata a Seattle, dove lunedì si giocherà la qualificazione ai quarti contro il Belgio e, intanto, si gode questa immersione profonda nella cultura del posto, così come piace all’allenatore. E non è un caso che il “grande romanzo americano”, il baseball, abbia abbracciato pubblicamente il soccer con una passerella concessa al ct e ai suoi ragazzi in uno degli stadi più iconici della lega, il T-Mobile Park di Seattle. Si trova giusto dall’altro lato della strada rispetto al Lumen Field, dove si giocheranno questi attesi ottavi, che ora sembrano davvero un appuntamento con la storia. La nazionale è stata ospite dei Seattle Mariners, gloriosa franchigia che non ha mai vinto le World Series, prima della sfida contro i Toronto Blue Jays, ma l’evento è stato molto più che promozionale: è la fotografia di un Paese nel quale il calcio, cavalcando quest’onda potente, sta definitivamente entrando nel pantheon degli sport nazionali. 

casa mariners

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Quasi tutta la rosa della USMNT, acronimo di United States Men’s National Team, è stata chiamata uno a uno sul terreno di gioco, sfilando su un tappeto rosso sotto un corridoio di bandiere, tra gli applausi del pubblico. I Mariners hanno poi raggiunto i calciatori in campo con le bandiere degli Stati Uniti per una grande foto di gruppo: ecco due mondi, che fino a pochi anni fa sembravano lontanissimi, finalmente uniti. L’ultimo è stato Cristian Roldan, centrocampista della nazionale e idolo di casa nei Seattle Sounders, entrato impugnando il mitologico tridente che i Mariners utilizzano per festeggiare gli home run, i fuoricampo. Il momento più atteso, ovviamente, quello di Pochettino: con la casacca numero 5, ha raggiunto il diamante per il tradizionale first pitch. Nella seduta di giornata si era perfino allenato sotto agli occhi divertiti dei giocatori, ricevendo una lezione speciale dal portiere Matt Turner su come impugnare e lanciare. Alla fine, la pallina è caduta sul guanto del manager di Seattle Dan Wilson, tra gli applausi dello stadio e quelli dei suoi giocatori. “Grazie mille. È bellissimo essere qui. Sentire il vostro sostegno è incredibile. Seattle è una città fantastica, è una soccer city”, ha detto Mauricio rivolgendosi al pubblico. La sua squadra era comunque già stata in città durante la fase a gironi: qui ha battuto l’Australia, e adesso torna con entusiasmo alle stelle nel luogo che più di ogni altro rappresenta la crescita del soccer americano. Tra l’altro, i Sounders hanno da anni il pubblico più caldo d’America. 

l'americano

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Fieramente latino, evoluto calcisticamente in Europa, adesso “Poch” vuol fare l’americano e ci riesce bene. Da quando è arrivato sulla panchina degli Stati Uniti ha abbracciato con entusiasmo la cultura locale e gran parte del feeling con la squadra nasce anche da questo atteggiamento. Ha perfino definito “fantastico” Chick-fil-A, una catena statunitense di fast food specializzata nei cibi a base di pollo: su questo, caro Mauricio, si può migliorare. Si è innamorato della musica country e nel suo ufficio risuona continuamente la voce di Ella Langley. “Ormai ascolta più country di chiunque altro. È bellissimo vedere quanto si sia immerso nella cultura americana e quanto si sia innamorato di qualcosa che prima probabilmente non conosceva nemmeno”, ha detto ad esemlio Gio Reyna. E poi gli sport, quelli del posto, da approfondire un po’ alla volta. Già a suo tempo Pochettino ha chiesto come si fa touchdown e come deve uscire una palla da football dalle mani del quarterback, adesso un passo oltre col baseball, la disciplina che meglio racconta la pazienza e la dedizione dell’America tradizionale. Quando la cerimonia si è conclusa, dagli altoparlanti è partita, immancabile, “Take Me Home, Country Roads”, l’inno di questa cavalcata mondiale che potrebbe portare chissà dove. Parla di radici da ritrovare, di sogni, di passato e di futuro: Poch la canta sempre sgolandosi, da bravo americano.

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