Petrucci: "Crisi per il ko con l'Islanda? No, abbiamo giovani forti, il futuro è roseo"

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Il presidente federale dopo la sconfitta della Nazionale: "I successi a livello giovanile testimoniano la bontà del sistema. Se poi i club non li fanno giocare non è colpa nostra"

Mario Canfora

Giornalista

30 novembre - 09:27 - ROMA

Una volta i bookmaker neppure avrebbero quotato Italia-Islanda nel basket. Oggi lo fanno mettendo sì gli azzurri favoriti, ma sapendo che il “2” è dietro l’angolo. Come è successo giovedì. Non basta il cambio coach, da Pozzecco a Banchi (ma per carità, quest’ultimo è appena arrivato), non basta neppure giocare in casa. L’Italbasket è squadra di medio-basso livello. Gianni Petrucci, il presidente della Federbasket, come sempre non ci sta.

Presidente, ancora pensa che il basket sia il secondo sport nazionale? 

"Prima c’era il paragone con la pallavolo, ora col tennis. Per principio non accetto paragoni, perché ognuno è uno sport diverso, con specificità diverse. Con la pallavolo in comune abbiamo solo i palazzi dello sport. Poi sono due mondi diversi, con strategie e difficoltà diverse soprattutto per le nazioni che nel basket sono molto più concorrenziali. Mi inchino davanti a loro, ma i paragoni non si possono fare. Una volta Artemio Franchi, storico dirigente sportivo, disse che tante volte è meglio non essere primi in uno sport difficile come il calcio, che essere primi in altre discipline".

Quindi va tutto bene? 

"Non si può pensare di dire che il basket è tutto in crisi solo perché si è perso con l’Islanda. I successi nell’attività giovanile li avete visti, è stato vinto un oro europeo con l’Under 20, le donne hanno vinto il bronzo sempre europeo con la squadra senior, insomma siamo ai vertici. Vi pare poco?".

Ma all’opinione pubblica, lei lo sa bene, interessa che la Nazionale maschile batta l’Islanda piuttosto che vedere l’Under 20 trionfare in Europa. 

"Vero, però almeno non si dica che non investiamo bene. Sui giovani il lavoro che stiamo facendo è enorme, credetemi".

Però i giovani continuano dai 18 anni in poi a non giocare: all’estero li fanno esordire a 15, da noi fanno 40 punti nei campionati giovanili dove spesso si assiste a gare con scarti clamorosi. 

"Se questi ragazzi non giocano perché i club preferiscono puntare sugli stranieri o comunitari che dir si voglia, che cosa possiamo fare noi? Qual è la forza di una federazione di fronte a imprenditori che giustamente, e dico giustamente, vogliono imporre il loro volere perché sono loro che mettono i soldi? A volte ci vuole anche fortuna. Se un Antetokounmpo fosse sbarcato ad Anzio, in Nazionale probabilmente avremmo ottenuto qualche risultato in più. Io voglio difendere la Nazionale dei giovani che ha messo in campo Banchi giovedì sera, mica posso dare addosso a qualcuno. Poi qualche club non ci ha dato giocatori. Ma, ripeto, noi cosa possiamo farci?".

Quindi ci dobbiamo arrendere ad avere una squadretta... 

"Non è vero, siamo migliorati. Non andavamo ai Mondiali da quasi venti anni e ne abbiamo fatti due. Siamo andati all’Olimpiade di Tokyo. Io non mi arrendo mai, però vorrei anche dire, visto che ormai il basket è sempre sotto attacco, ma il calcio lo vedete? Gattuso per chiedere un semplice spostamento di una giornata di campionato si è sentito rispondere un no secco. Comandano gli imprenditori e i presidenti che ci mettono i soldi, punto. Dite che abbiamo perso con l’Islanda e per alcuni è una cosa vergognosa. Ma l’Islanda è una nazione che gioca da sette anni sempre con la stessa squadra e questi sono i risultati. Tra l’altro nel basket gli ultimi trenta secondi sono decisivi, ti può andare bene o male. Il basket è ormai globalizzato, qualche giornalista avrebbe mai ipotizzato che il Sud Sudan sarebbe diventato tra le prime nazioni al mondo?".

E allora si potrebbe ipotizzare un’armonizzazione dell’obbligo di Under nei primi due campionati? 

"Non serve, gli allenatori non vogliono essere condizionati. Ritorniamo sempre allo stesso punto. Che forza può avere Petrucci o la federazione di dire agli imprenditori: 'La riforma del campionato è questa e voi dovete accettarla'. Mi risponderebbero 'Caro Petrucci, mettici tu i soldi e gioca da solo'".

Gherardini, Petrucci, Sardara Bertram Derthona Tortona Basket - Virtus Olidata Bologna Inaugurazione Cittadella dello Sport LBA Legabasket Serie A Unipol 2025/2026 Tortona, 21/09/2025 Foto ClaudioDegaspari / Ciamillo-Castoria

Presidente, una soluzione dovremmo pure trovarla per portare la Nazionale ai vertici... 

"Il lavoro è l’unica soluzione che conosco, non esistono formule magiche o Under che debbano giocare per forza. Devo dire che ci sono tanti ragazzi forti, sono davvero fiducioso".

Una domanda è d’obbligo: la Lega Basket ha ancora ragione di esistere? Una volta lei disse che serviva solo a fare il calendario in estate. 

"Erano altri tempi. Certo che serve. Posso anche dirvi che nell’intervento che ho fatto alcuni giorni fa, durante la loro ultima assemblea, ho offerto loro la gestione degli arbitri, ribadendo che la Fip a Roma non deve essere considerata centro di potere. Hanno definito interessante la proposta della Federazione. E poi ho offerto anche altro".

Ossia? 

"La Commissione Giudicante, ossia il Giudice Sportivo, per noi può passare alla Lega, visto che non ci si fida dell’autonomia delle federazioni".

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