I rincari di benzina e diesel degli ultimi giorni hanno riacceso i riflettori sul Gpl, carburante alternativo che in Italia gode ancora di una nutrita schiera di estimatori per via dei propri ridotti costi di esercizio. Le cifre in gioco e i motivi del vantaggio economico
Matteo Corsini
17 marzo - 07:20 - MILANO
Sulle strade italiane le vetture alimentate a Gpl sono ancora oggi una vista comune. Se nel 2026 le immatricolazioni del nuovo hanno visto una sensibile riduzione, con una quota di mercato scesa al 5,7% rispetto al 10% registrato nel 2025, la domanda di Gpl resta comunque consistente nel nostro Paese, anche per via delle conversioni aftermarket, al punto che i dati più recenti (2024) parlano di 3.154.400 vetture a Gpl circolanti. Dopotutto molti automobilisti giurano che non passerebbero ad altre alimentazioni, "stregati" dai ridotti costi di esercizio. E a fronte dell'incremento del costo dei carburanti tradizionali, benzina e diesel, non sono pochi quelli che iniziano a interessarsi nuovamente al Gpl. Per un rapporto sui costi di gestione di una vettura con questa alimentazione, anche a confronto con il metano, rimandiamo a questa nostra guida. Qui facciamo invece un passo indietro, chiedendoci: come fa il Gpl a costare così poco? Ecco i motivi.
Il prezzo del Gpl
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A marzo 2026 il prezzo medio di un litro di Gpl si assesta sugli 0,710 euro, con una variazione minima dal mese precedente rispetto a benzina e gasolio, arrivati rispettivamente a quota 1,745 e 1,869 euro/litro in media. Anche considerando che un motore a Gpl consuma tendenzialmente il 15/20% in più di un equivalente a benzina, alla luce di queste cifre il risparmio resta comunque evidente. Dietro questa sensibile differenza di costi vi è anzitutto una motivazione di natura fiscale. Le accise governative su benzina e diesel (allineate a gennaio 2026) ammontano infatti a 0,672 euro per litro, mentre sul Gpl l'imposta si ferma a 0,267 euro per 1 kg (equivalenti a 0,147 euro/litro). Generalmente, il Gpl viene tassato in misura inferiore per via delle minori emissioni di particolato ed Nox rispetto a benzina o gasolio. Da considerare, infine, che in Italia non è possibile effettuare un rifornimento di Gpl autonomamente, ma bisogna essere serviti da un addetto, quindi volendo essere più precisi bisognerebbe considerarne la differenza di prezzo rispetto al rifornimento "servito", anziché alle cifre del "self".
domanda legata ai costi
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La convenienza del Gpl rappresenta naturalmente la sua principale leva commerciale. Nel 2025, infatti, le immatricolazioni di vetture ad alimentazione alternativa si sono prevalentemente concentrate in tre dei Paesi dove godono delle maggiori agevolazioni fiscali: Italia, Spagna e Francia. Il nostro Paese resta leader assoluto della classifica con un totale di 140.529 immatricolazioni tra gennaio e dicembre 2025, cifra che da sola rappresenta più di un terzo del totale europeo. In Spagna, dove il Gpl costa 0,93 euro/litro e la benzina 1,662 euro/litro, nel 2025 sono state vendute 59.275 auto a Gpl, mentre in Francia ne sono state immatricolate altre 55.819 unità, a fronte di un prezzo del Gpl di 0,983 euro/litro e la benzina 1,814 euro/litro. Scarsa la domanda in Germania, principale mercato automobilistico europeo, dove un litro di Gpl costa 1,011 euro e un litro di benzina 2,057 euro.
Altri costi del Gpl
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Un'analisi costi-benefici legata alle motorizzazioni Gpl deve necessariamente comprendere anche i costi di manutenzione. In questo senso, la voce principale è quella relative alle bombole, che vanno obbligatoriamente sostituite ogni dieci anni, per un costo variabile dai 300 ai 900 euro in base al tipo di serbatoio, alla capacità e all’officina incaricata. L'intervallo di manutenzione per l'impianto Gpl, invece, è normalmente di un anno o 20.000 chilometri. Tra i vantaggi economici, invece, vi è anche l'esenzione dal pagamento del bollo auto per i primi tre o cinque anni dall'acquisto in alcune regioni, come Lombardia, Trentino, Piemonte e Liguria.








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