Perché abbiamo fame quando non facciamo nulla?

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È la fame della noia: si manifesta quando siamo inattivi. Come evitarla? Ce lo spiega l'esperto

Sabrina Commis

4 aprile - 17:06 - MILANO

Da dove nasce la voglia di sgranocchiare qualcosa quando la monotonia si fa sentire? Le risposte sono da ricercare nell’intreccio tra la nostra psicologia e la chimica del cervello. "La voglia di qualcosa di dolce la domenica mattina o di un sacchetto di patatine mentre si guarda un film in un pomeriggio di festa, un pezzo di pizza o focaccia tornando a casa dal lavoro nasconde lo stesso meccanismo" spiega il Dottor Ovi Dushaj, Nutrizionista di MioDottore. "Quando ci annoiamo, basta poco per cedere alla tentazione di uno spuntino impulsivo. Diversi fattori contribuiscono a questo fenomeno". 

Una questione emotiva

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È importante capire che questa fame non è affatto vera: sentiamo il bisogno di mangiare, ma non è una sensazione fisica. "Quando ci annoiamo, non è lo stomaco a chiedere cibo, ma la mente", spiega il Dott. Ovi Dushaj. "La noia è un vuoto di stimoli, e quando lo proviamo, la soluzione più semplice è riempirci fisicamente. Quindi siamo attratti da cibi che consideriamo comfort foods, in grado di darci una gratificazione istantanea". 

Pasticcini, dolcetti, cioccolato

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È evidente che le mani sono più propense a scegliere lo zucchero che un gambo di sedano o una carota. "Se ci annoiamo, nel 90% dei casi scegliamo cibi zuccherati. Gli esseri umani ne sono naturalmente attratti. Quando li mangiamo, inviamo un messaggio positivo al cervello, che è dipendente dal glucosio" spiega l'esperto. Chi preferisce il salato si orienterà verso formaggi, snack, pizzette, patatine, ma il rischio è lo stesso. "Mangiare richiede dai trenta secondi ai cinque minuti. Tendiamo a ripetere il gesto e questo può portare a un graduale aumento di peso. L'abitudine di mangiare davanti a uno schermo crea un'associazione mentale pericolosa: il cibo diventa il sottofondo ideale per godersi il relax, disattivando i segnali naturali di sazietà. La voglia di dolci può anche dipendere da una carenza di serotonina, l'ormone della calma, ci aiuta a mantenere l'equilibrio e la serenità. Se viviamo periodi di  stress o ansia, i livelli di serotonina calano drasticamente. Queste voglie si manifestano generalmente nel tardo pomeriggio, tra le 17 e le 19. In questa finestra temporale, il corpo cerca disperatamente di ripristinare i propri livelli chimici attraverso lo zucchero. Oltre a una dieta bilanciata, in questi casi può essere utile integrare con nutrienti che favoriscono la sintesi di questo ormone per spezzare il ciclo delle abbuffate pomeridiane".

Come resistere alla fame per noia?

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Prima di aprire il cassetto o la dispensa dei biscotti, chiediamoci se stiamo mangiando per fame fisica o fame mentale. Se si tratta di quest'ultima, proviamo ad affrontare questa fase con qualcos'altro. "Possiamo colmare il vuoto con un'attività che ci interessi e ci permetta di superare la sensazione di vuoto, come un hobby o una passeggiata. Sebbene sia difficile evitare completamente gli spuntini tra i pasti, si consiglia di suddividerli in porzioni più piccole. A pranzo, consumate il piatto principale e riservate il dessert per il pomeriggio, quando la voglia di qualcosa di dolce si fa sentire; in questo modo trasformerai un attacco di fame in un momento programmato; prestare attenzione a ciò che si mangia, assaporare il cibo senza distrazioni permette al cervello di registrare il piacere e la sazietà  più velocemente e in maniera più efficace" conclude il nutrizionista.

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