I giudici sul caso dell'ex direttore di Medicina dello sport a Careggi: "Nel 2019 realizzò un documento con valutazione positiva dei dati Strain (quelli da sforzo) di Astori, retrodatato falsamente al luglio del 2017"
La condanna in primo grado risale al 13 giugno del 2025 ma ora sono state rese note anche le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna per falso ideologico del professor Giorgio Galanti (allora direttore di Medicina dello sport a Careggi) nell’ambito della morte di Davide Astori, il "capitano per sempre" della Fiorentina scomparso il 4 marzo 2018 a Udine nella sua camera dell'hotel, dove la squadra si trovava in ritiro pre partita. Il medico è stato condannato a un anno di reclusione e secondo il Tribunale di Firenze "nonostante fosse già sotto l'attenzione dell'autorità giudiziaria, non ha esitato a fabbricare un documento falso per addurre elementi a suo favore coinvolgendo nella realizzazione di una condotta penalmente illecita i due impiegati apicali del reparto di Medicina dello Sport dell'Azienda Ospedaliera di Careggi". Per la stessa vicenda e nello stesso filone dell’inchiesta sono stati condannati a otto mesi in primo grado infatti altri due medici ossia la dottoressa Loira Toncelli e il professore Pietro Amedeo Modesti.
RICORSO IN APPELLO
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"Si ritiene provato il dolo di Galanti" si legge nelle motivazioni, per aver concorso con la dottoressa Toncelli "nel 2019, alla realizzazione di un documento con valutazione positiva dei dati Strain (quelli da sforzo) di Astori, retrodatato falsamente al luglio del 2017 quando Astori venne sottoposto alla visita medica, in modo da apportare un elemento in più a suo favore nel processo per la morte dell'atleta". Galanti, secondo il giudici, chiese alla dottoressa Toncelli di "redigere materialmente il documento relativo allo Strain di Astori". La sentenza non è definitiva e i legali di Galanti, come degli altri due imputati, hanno fatto ricorso in Appello (si attende la data della prossima udienza) e chiedono l’assoluzione, convinti che la lettura da dare al documento e alla data che riporta sia del tutto diversa da quella licenziata dal tribunale. Già definitiva invece per Galanti l’altra sentenza per omicidio colposo nel filone principale del procedimento, con una condanna a un anno di reclusione (pena sospesa) diventata definitiva lo scorso marzo con la decisione della Cassazione secondo la quale Galanti rilasciò al capitano della Fiorentina "un certificato di idoneità sportiva senza aver eseguito tutti gli accertamenti clinici che risultavano necessari, secondo le linee guida, a fronte di una serie di elementi critici emersi dagli esami, elementi critici non notati o sottovalutati dal medico".









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