Otto anni dopo giustizia è fatta: Pogacar e la sua voglia di prendere a pugni la strada

1 giorno fa 4
UAE Team Emirate's Slovenian rider Tadej Pogacar (R), Q36.5 Pro Cycling team's British rider Thomas Pidcock (C) and Alpecin-Deceuninck's Dutch rider Mathieu van der Poel ride down the Cipressa during the 117th Milan - Sanremo one-day classic cycling race, on March 21, 2026. (Photo by Marco BERTORELLO / AFP)

commento

Contenuto premium

Lo sloveno sta ormai facendo una corsa parallela con quello che viene considerato il più grande di sempre, Eddy Merckx

Pier Bergonzi

Vicedirettore

22 marzo - 11:03 - MILANO

Giustizia storica è fatta. Tadej Pogacar scrive, finalmente, il suo nome sul libro d’oro della Milano-Sanremo dopo una gara monumentale e romanzesca. Il fatto che non ci fosse ancora ci sembrava un errore di grammatica storica, ma per correggerlo c’è voluta l’ennesima, commovente impresa dopo una caduta sconciante e l’ansia di una volata a due, con Tom Pidcock, vinta di un niente che vale tutto. E in quell’urlo col pugno destro alzato subito dopo il traguardo di via Roma c’è tutta la rabbia liberatoria che Tadej aveva accumulato in anni di favolosi attacchi senza lieto fine. 

Abbonati, puoi disdire quando vuoi.

Leggi l’intero articolo