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Lo sloveno sta ormai facendo una corsa parallela con quello che viene considerato il più grande di sempre, Eddy Merckx
Giustizia storica è fatta. Tadej Pogacar scrive, finalmente, il suo nome sul libro d’oro della Milano-Sanremo dopo una gara monumentale e romanzesca. Il fatto che non ci fosse ancora ci sembrava un errore di grammatica storica, ma per correggerlo c’è voluta l’ennesima, commovente impresa dopo una caduta sconciante e l’ansia di una volata a due, con Tom Pidcock, vinta di un niente che vale tutto. E in quell’urlo col pugno destro alzato subito dopo il traguardo di via Roma c’è tutta la rabbia liberatoria che Tadej aveva accumulato in anni di favolosi attacchi senza lieto fine.










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