Openda, crisi senza fine: più di 100 giorni senza gol, solo tre nell'ultimo anno

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Neanche il Belgio è riuscito a scuotere l'attaccante bianconero che a questo punto rischia pure la convocazione per i Mondiali

Fabio Russo

Giornalista

1 aprile - 14:53 - MILANO

Più di 100 giorni senza gol. Neanche la nazionale belga ha contribuito a rilanciare Lois Openda, scivolato all'ultimo posto nelle gerarchie della Juve, dietro pure al quel Milik che era assente da quasi due anni, e capace di esultare l'ultima volta il 20 dicembre scorso, allo Stadium, contro la Roma. E reduce da ormai quasi un anno orribile, che l'ha visto segnare appena 3 reti in poco meno di 365 giorni. Una crisi senza fine.

il digiuno di openda

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Un gol col Lipsia al Wolfsburg, uno con la Juve in Champions contro il Bodo e, appunto, quell'unico in Serie A contro la Roma: se le cose non cambieranno da qui al prossimo 11 aprile, questo sarà il magrissimo bottino del numero 20 bianconero nell'ultimo anno. In oltre 1600 minuti, di cui 1432 tra Bundesliga, Coppa di Germania, Serie A, Coppa Italia e Champions League e 240 con la maglia dei Diavoli Rossi, con cui non esulta da ottobre 2024. La sua media è di una rete ogni 6 partite e non può non risaltare in negativo per un centravanti che, nelle precedenti stagioni, aveva saputo piazzarsi nella top 10 (al sesto posto) tra i migliori marcatori nati dopo il 2000, alle spalle di Haaland, Jonathan David, Julian Alvarez, Vinicius e Vlahovic con uno score di 107 gol in 309 gare. E che adesso, invece, vede messa a rischio pure la sua partecipazione ai Mondiali. 

i numeri della crisi di openda

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D'altronde, Openda non ha dato mai segnali di risveglio in stagione: a niente sono serviti gli schiaffi figurati e reali di Spalletti, che ormai non lo schiera praticamente più. Basti pensare che ha messo insieme appena un minuto più recupero (a Roma) nell'ultimo mese di gare juventine. Il ct del Belgio Rudi Garcia al momento conta ancora su di lui, ma farà lo stesso se da qui a fine campionato il suo utilizzo sarà ancora così limitato? La Juve si augura di sì, anche perché la vetrina nordamericana sarebbe l'unica possibilità di riuscire a piazzarlo meglio sul mercato, considerato che la sua avventura tecnica a Torino è ormai ai titoli di coda, ma, paradossalmente, sarà ufficialmente di proprietà bianconera solo al raggiungimento del decimo posto (mancano 9 punti). Un obbligo di riscatto da 40,6 milioni, da aggiungere al prestito da 3,3 pagato la scorsa estate, per un totale da 44 milioni, cui sommare pure l'ingaggio da 7,4 lordi all'anno. Un bagno di sangue che per un attaccante che, nell'ultimo anno, ha segnato quanto Bremer.

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