Lo speciale de Le Iene in onda questa sera su Italia 1 è un viaggio- racconto che parte dal Festival, dal pigiama con Topolino di Sal Da Vinci all'armadio di Achille Lauro, e si allarga ai protagonisti della scena musicale contemporanea
L'abbondanza di musica italiana è davvero una buona notizia o siamo guidati da algoritmi che omologano i nostri ascolti? Parte da questa domanda 'Oltre Sanremo', lo speciale de Le Iene in onda questa sera su Italia 1, un viaggio-racconto condotto da Nicolò De Devitiis e scritto da Alessandra Frigo. "Gli italiani ascoltano tantissima musica, e per il 60% è italiana. Quindi ci siamo chiesti dove sta andando", spiega la Iena all'Adnkronos. Il racconto parte dal Festival, dove De Devitiis ha seguito per un'intera settimana il vincitore Sal Da Vinci e molti altri protagonisti, tra cui Sayf, Ditonellapiaga, Fulminacci, Mara Sattei e Levante, entrando nel backstage della kermesse per svelarne i retroscena.
L'analisi si allarga poi per includere le confessioni di artisti che hanno segnato e stanno segnando la musica italiana: da Gigi D'Alessio a Marracash, dai Negramaro a Emma, da Geolier a Tony Effe, passando per Fabri Fibra, Guè, Noemi, Rose Villain, Gaia, J-Ax, Luchè ei trapper come Shiva, Baby Gang e Simba La Rue. A commentare il tema, anche voci esperte come la manager Paola Zukar, il critico musicale Gino Castaldo, il produttore Dardust, ma anche figure istituzionali della musica come Laura Pausini e Carlo Conti. La diagnosi sullo stato di salute della musica tricolore è positiva. "Siamo un Paese musicalmente sano? Direi di sì", afferma De Devitiis. "E poi c'è questo grande ritorno di Napoli al centro della scena. La vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo ne è la prova".
La diagnosi sullo stato di salute della musica tricolore, secondo De Devitiis, è positiva. "Cerchiamo di capire se la musica che ascoltiamo è decisa da noi o dagli algoritmi", continua De Devitiis, che però smentisce l'idea di un'industria manipolata. "Io credo che nessuno subisca il sistema, perché un vero e proprio 'sistema' non c'è. La musica è una forma d'arte, non si può imporre. Prendiamo Eddie Brock: è arrivato ultimo a Sanremo, ma è finito nella Top 50 Global. Non penso ci siano poteri forti che comandano".
Nello speciale non mancheranno i retroscena dal backstage del Festival, dove De Devitiis ha seguito da vicino molti dei protagonisti. "Al pubblico non si nega nulla", scherza. "Vedrete di tutto: ho visto il pigiama con Topolino che Sal Da Vinci indossava a mezz'ora dalla finale, l'armadio di Ditonellapiaga, o quello di Achille Lauro pieno di vestaglie e come Sayf si fa le treccine con l'olio d'oliva per ammorbidirle. E poi Fulminacci che, da buon ipocondriaco, ci fa lezioni mediche su come prendere la Tachipirina". "È stato davvero divertente. Sono curioso anch'io di vederlo, ci sono tre anni di lavoro dietro questo speciale", aggiunge.
E De Devitiis smentisce anche le voci su un "cattivo clima" tra i cantanti. "A me è sembrato il contrario. C'era un clima di festa e poca competizione. Sanremo è diventata una gioia, non una competizione. Credo che i 30 artisti in gara se la godano al massimo senza pensare alla classifica". Sulla vittoria di Sal Da Vinci, che ha seguito per un'intera settimana, De Devitiis non ha dubbi: "Sono contento, è una persona stupenda, con un animo profondo". E poi "è un bel messaggio per i giovani: dopo tanti sacrifici e tanta gavetta, il lavoro paga sempre".
Infine, un commento sul futuro di Sanremo e sulla scelta di Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico. "Non vedo l'ora, sono molto contento per lui. So che farà bene", dichiara De Devitiis. "Ha dimostrato di essere un fuoriclasse in tutto e lo dimostrerà anche nella musica. Arriva dal ballo, quindi l'orecchio ce l'ha. Bisogna dare fiducia a noi 'piccoletti' per crescere. Il panorama italiano è pieno di giovani talenti".












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