L'Italia è stata avvisata di primo mattino, dopo l'inizio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran. Da quel momento per Giorgia Meloni è stato un sabato di contatti, con Friedrich Merz, Keir Starmer e i leader del Golfo, ribadendo che il governo "continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione", sostenendo "ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni".
Mentre dalla Farnesina Antonio Tajani si occupava della "priorità", ossia verificare che fossero "tutti incolumi" le decine di migliaia di italiani tra Medio Oriente e Golfo, tra cui i turisti bloccati per lo stop ai voli. Incluso il ministro della Difesa Guido Crosetto, volato ieri a Dubai per raggiungere la famiglia. Una situazione che, si apprende, avrebbe sorpreso la stessa premier, anche se da Palazzo Chigi smentiscono questa ricostruzione. Crosetto ha partecipato da remoto ai due vertici di governo convocati d'urgenza da Meloni con i ministri interessati, i due vicepremier Tajani e Matteo Salvini, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e l'Intelligence. Uno in mattinata, in collegamento telefonico, e uno in serata, a Palazzo Chigi.
Riunioni necessarie per "l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente", come da nota ufficiale, in cui non si fa riferimento all'operazione avviata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. E le opposizioni attaccano. "Ricordiamo al governo - dice il Pd - che l'Italia ripudia la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali. Non offra alcun tipo di sostegno, anche solo politico, alle azioni unilaterali". E il leader M5s Giuseppe Conte esorta Italia e Ue a schierarsi "contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell'Iran e gettano in un caos imprevedibile il Medio Oriente". Ai leader del Golfo, - Bahrein, Kuwait, Emirati, Qatar e Arabia Saudita, Meloni ha espresso "la vicinanza" del suo governo e "la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro nazioni".
Da Roma arriva poi la "vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile", come spiegato da Palazzo Chigi in serata. Mentre da Berlino in mattinata il portavoce di Merz chiariva che il cancelliere tedesco era stato "informato in anticipo", Salvini spiegava: "siamo stati avvertiti ad attacco cominciato". Tajani è stato messo al corrente dall'omologo israeliano Gideon Sa'ar: "Mi ha detto qual è l'obiettivo della guerra, dell'attacco: intravedevano una reale intenzione dell'Iran di procedere con il progetto atomico e l'incremento della produzione di missili anche a gittata più lunga, che potevano colpire l'intera l'Europa".
E "l'Iran con l'atomica e missili a lunga gittata è un pericolo", ha aggiunto il vicepremier, secondo cui "non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni". "Non è sicuramente una guerra che dovrebbe avere prospettive di lunga durata", ha detto invece Crosetto. I timori del governo riguardano anche lo Stretto di Hormuz. "Non so quanto convenga all'Iran indurire la situazione", ragionava in mattinata Tajani, ma dopo qualche ora i Pasdaran hanno annunciato che lo snodo tra il Golfo Persico e quello dell'Oman, strategico per le rotte commerciali, non è più sicuro ed è chiuso al transito marittimo. Sul fronte interno, l'Italia ha innalzato l'attenzione su manifestazioni e obiettivi sensibili a Roma, come ambasciate e Ghetto, ed ha implementato l'attività informativa.
C'è stata anche una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Nel frattempo Tajani ha presieduto più di una vertice all'Unità di crisi della Farnesina con i funzionari, gli ambasciatori a Teheran e nelle sedi del Medio Oriente. "Non c'è neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici in Iran e nei Paesi del Golfo", ha annunciato il ministro, neanche tra i circa 300 militari impegnati nella base in Kuwait che si sono rifugiati nel bunker durante il contrattacco di Teheran. Il governo ha raccomandato "massima prudenza" ai connazionali nell'area ("State a casa o in albergo", l'input di Tajani), non solo ai poco meno di 500 in Iran, che la Farnesina attraverso l'ambasciata è pronta ad evacuare se lo richiederanno, ma anche alle decine di migliaia che risiedono o sono in vacanza nei Paesi del Golfo. Negli aeroporti di Doha e Abu Dhabi sono stati installati dei desk per dare assistenza agli italiani.
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