Neres e il 4-3-3, il Napoli va all'assalto dell'Inter con i titolarissimi

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Dopo oltre 2 mesi emergenza finita: ecco il brasiliano, Anguissa e Olivera. E si ritorna al modulo delle 7 vittorie di fila

Vincenzo D'Angelo

2 aprile - 10:53 - MILANO

Volere volare. Ora. Perché il tempo stringe e le partite sono sempre meno. E allora basta fare calcoli, inutile fare previsioni. L’emergenza è finita e adesso Antonio Conte può maneggiare con cura la sua creatura, pensando a mettere in campo la formazione migliore ogni domenica. Del resto, è stato lui stesso a sottolinearlo qualche settimana fa: "Qui nessuno ha il posto fisso". Insomma, tutti sull’attenti, tutti allineati. Chi vuole giocare deve dare l’anima in settimana, dal primo all’ultimo allenamento. Con otto battaglie da giocare, il generale Antonio vuole il massimo da tutti. Poi toccherà a lui scegliere. "Quando un calciatore mi chiede perché non gioco, io rispondo 'perché voglio vincere'” disse sempre Conte mesi fa. Concetto chiarissimo a tutti all’interno dello spogliatoio. Antonio non guarda in faccia a nessuno e lo dimostra l’ultima partita, quando ha dovuto confrontarsi contro l’ultima avversità del fato.  

Ultimo ribaltone

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Una partita preparata in un modo per una settimana – lo ha ammesso anche Lukaku nel post gara – e poi a poche ore dal Milan l’influenza ha messo ko McTominay. Conte avrebbe potuto optare per cambiare un solo uomo, poi invece è andato di ribaltone, tornando al 4-3-3 e decidendo di rinunciare a Giacomo Raspadori, l’uomo da tre gol nelle ultime cinque partite da titolare.

Titolari aggiunti

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La forza di questo Napoli è la capacità di saper giocare con moduli diversi anche all’interno dello stesso match. Attaccare con un sistema e poi difendere con un altro. E pure di trovare uomini sempre pronti a confrontarsi con l’emergenza. Come nel caso di Billy Gilmour, appena 20’ in campo dal 24 novembre (Napoli-Roma) al 23 febbraio, nella debacle di Como dove Billing partì titolare per Anguissa e poi Frank in pochi minuti sentì pizzicare il polpaccio: lesione al soleo e tre settimane di stop. Ecco, dall’Inter in poi Gilmour ha sempre giocato titolare, dominando la scena come secondo play, aiutando Lobotka in costruzione ma non solo. E anche contro il Milan ha lasciato il segno, con l’assist a Lukaku per il raddoppio. Ma ora che succederà? Chi guiderà al centro?

L’abito più adatto

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Sarà il dubbio che si porterà dietro Antonio per questa settimana, ma leggendo la storia del campionato del Napoli è facile immaginarsi che, con tutto il gruppo al top della forma, ci sarà un undici da cui difficilmente si potrà prescindere nell’assalto all’Inter. Col rientro a pieno regime di Anguissa, Olivera e Neres, la via maestra sarà il 4-3-3 con cui Conte e i suoi ragazzi hanno scalato la classifica durante l’autunno e l’inverno, campeggiando per diverse giornate sulla cima del campionato. Perché è vero che nessuno avrà il posto assicurato, ma è altrettanto vero che tutti oggi si stanno allenando al massimo e vogliono dare il loro contributo nella volata tricolore. E il Napoli con Anguissa e McTominay ai lati di Lobotka ha una forza d’urto contro cui in pochi hanno contromisure in A.

Missione finale

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E il rientro di Neres in attacco potrà regalare quelle magie e quei lampi di classe che sono mancati come l’ossigeno nel febbraio nero. C’è un dato che più di tanti emerge nella frenata azzurra: nel 2025 il Napoli fatica tanto a vincere lontano dal Maradona. Dove aveva cominciato con due vittorie meravigliose a Firenze (unica big a riuscirci) e Bergamo, prima di incepparsi: la media punti in trasferta nel 2024 era di 2,2 in 9 gare, quella del 2025 è di 1,5 in 6. E allora spazio a Neres, ai suoi guizzi, ai suoi strappi, ai suoi uno contro uno che fanno saltare il banco e aprono il campo. Il ritorno al 4-3-3 è una necessità, anche ora che la lista dei titolari si è allungata. Ma poi ci sono i titolarissimi, quelli delle 7 vittorie di fila. Pronti a superare se stessi per tentare il sorpasso in vetta. Missione complicata, ma non impossibile. E il Napoli vuole crederci fino alla fine.

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