Nel mondo ci sono oltre 3.800 siti di informazione generati dall'intelligenza artificiale, più della metà è in lingua inglese. I domini italiani rappresentano il 10% del totale. Oltre a diffondere disinformazione sottraggono ricavi pubblicitari ai media. Sono i dati contenuti nell'ultima analisi di NewsGuard, la piattaforma che monitora la disinformazione online e che l'ANSA ha potuto visionare, e arrivano a pochi giorni dalle iniziative intraprese dal sottosegretario all'Editoria e all'informazione Alberto Barachini e della Federazione nazionale della stampa italiana nei confronti della testata WeNews, interamente generata dall'IA.
Il monitoraggio di NewsGuard riguarda le cosiddette 'content farm IA', cioè siti web in cui una parte significativa dei contenuti è prodotta con l'intelligenza artificiale e che non adottano alcuna trasparenza sull'utilizzo che ne viene fatto e che, spesso, sembrano avere un livello di supervisione editoriale limitato o del tutto assente sui contenuti pubblicati. "I siti che noi tracciamo nel nostro Centro di Monitoraggio - spiega la piattaforma - sono quindi quelli che, oltre a utilizzare l'IA per produrre una percentuale significativa dei propri contenuti, non lo rivelano adeguatamente ai lettori e, a volte, adottano persino strategie per dissimulare la loro natura e presentarsi come siti di news tradizionali".
Insomma, fare informazione senza i giornalisti. Come nel caso di WeNews sbarcato nei giorni scorsi in Trentino-Alto Adige (ma c'è un caso simile segnalato anche in Umbria) che si autodefinisce "una testata di informazione in tempo reale che copre l'Italia e il mondo occupandosi quotidianamente di politica, cronaca, economia, salute, esteri, sport e cultura".
Ma tutto questo lo fa senza redattori impiegando l'intelligenza artificiale che utilizza le notizie rastrellate sul web. Per questo motivo la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) e il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige hanno inviato un esposto all'Agcom per segnalare come anche in Italia ormai società straniere, questa ha sede a Hong Kong, "si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, certamente non professionale, che falsa il dibattito pubblico e mette a rischio la vita democratica del Paese". Analoga iniziativa è stata intrapresa dal sottosegretario Barachini che ha segnalato il sito alla stessa Autorità.
Secondo il monitoraggio più aggiornato di NewsGuard al 16 luglio 2026 sono state identificate un totale di 3.859 'content farm IA' (nel 2024 erano 700) in 30 lingue. Le principali lingue rappresentate nel database sono inglese, italiano, francese e tedesco. Per quanto riguarda la distribuzione linguistica, più della metà dei siti identificati (il 55%) è in lingua inglese. I domini italiani e francesi rappresentano ciascuno il 10% del totale, mentre quelli tedeschi sono il 4%. Tra le notizie false più recenti o clamorose diffuse da questi siti, la rinuncia della sponsorizzazione dalla Coca-Cola al Super Bowl a causa della presenza di Bad Bunny come intrattenitore e il suicidio del presunto psichiatra del presidente israeliano Benjamin Netanyahu.
"I finti siti di notizie generati dall'Intelligenza artificiale continuano a proliferare a ritmi allarmanti inquinando il nostro ecosistema informativo con affermazioni false e propaganda e sottraendo di fatto entrate pubblicitarie ai media legittimi, il cui modello di business è già a rischio", conclude Dimitris Dimitriadis, Direttore Ricerca e Sviluppo di NewsGuard, che supervisiona le attività di monitoraggio del fenomeno.
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