E' scontro aperto tra maggioranza e opposizione sulla grazia a Mario Roggero. Dopo l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per definire i ruoli tra le istituzioni sul tema, la politica scende in campo per una partita che ha sempre più il sapore di campagna elettorale. Matteo Salvini lo va a trovare in carcere a Bollate e parla con giornalisti senza però calcare la mano sulle richieste al Capo dello Stato: "noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno.
La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorrà, dal presidente della Repubblica, che è l'unico che può decidere modi, tempi e contenuti", afferma rilanciando l'ipotesi di candidare il gioielliere alle prossime elezioni. "Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo fare. Stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso'. Intanto,le opposizioni sparano ad alzo zero sulla vicenda parlando di 'gara di propaganda' sulla sicurezza.
"Forse anche per archiviare le difficoltà e le divisioni emerse sulla legge elettorale, assistiamo a una rincorsa che non ha nulla a che vedere con la tutela dei cittadini, ma solo con la ricerca di consenso a destra", rimarca Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. Che così prosegue: "In queste ore si stanno superando limiti che non dovrebbero mai essere oltrepassati.
Dopo l'attacco alle prerogative del Presidente della Repubblica sulla grazia, la visita in carcere del vicepremier Salvini rappresenta l'apice di una spettacolarizzazione della giustizia, accompagnata da iniziative che rischiano di forzare procedure e rispetto tra le istituzioni. Le opposizioni - con in mezzo i Radicali Italiani che chiedono la grazia per coloro che rischiano di terminare la loro vita in prigione - puntano il dito contro la trasformazione di un 'dramma umano e giudiziario in un'operazione di propaganda', ricordando - come fa il socialista Enzo Maraio - che la grazia non è uno strumento per correggere una sentenza definitiva né può essere evocata come risposta a una campagna di pressione sull'opinione pubblica o sulle istituzioni".
Una linea che sposa anche Giuseppe Conte che rimarca: 'un'eventuale candidatura del gioielliere Mario Roggero sarebbe nel caso "una decisione politica". Nella maggioranza "fanno a gara a chi primeggia nello sciacallaggio per cui non c'entra nulla la legittima difesa. Dopo avere fallito sulla sicurezza, con una criminalità che dilaga dappertutto, hanno trovato la ricetta furba per scaricare sui cittadini la responsabilità: "procuratevi un'arma e fatevi giustizia da soli", aggiunge.
"Il concetto è semplice: se io sono a casa mia, se sono per la strada e qualcuno mi aggredisce, la difesa deve essere sempre legittima. Perché è quello stato di turbamento, quella percezione del pericolo che io vittima della criminalità percepisco che deve essere preso in considerazione. E che quindi estende anche il perimetro della legittima difesa ai luoghi vicini rispetto a quello dove si è consumato il delitto', spiega Roberto Vannacci da Viareggio rimarcando come il centrodestra avrebbe dovuto accettare la sua riforma della sicurezza basata su 'tolleranza zero'.
Il leader di Futuro nazionale si dimostra però cauto sulla possibilità di andare a trovare Roggero, come ha invece fatto Salvini. "Non si può andare a trovare dei detenuti specifici, si può visitare la struttura carceraria. Ne ho già visitata una, a Rebibbia, potrei andare a visitarne un'altra per vedere qual è la situazione dei carcerati e la situazione anche della polizia penitenziaria". Ma sulla grazia non ha dubbi: "Se fossi il presidente della Repubblica ci penserei". Così come non c'è nulla da stupirsi che Roggero la chieda, commenta il presidente del Senato Ignazio La Russa.
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