Il turco soffiato alla Roma conosce il calcio italiano e la A, gioca da otto anni in un campionato top d’Europa e, soprattutto, è un jolly di quelli che permettono all’allenatore di variare assetto in qualsiasi momento
Ci sono dei motivi precisi per cui Zeki Celik piace da parecchio tempo alla Juventus e all’allenatore Luciano Spalletti. Conosce il calcio italiano e la Serie A, gioca da otto anni in un campionato top d’Europa e, soprattutto, è un jolly di quelli che permettono all’allenatore di variare assetto in qualsiasi momento senza impelagarsi in mille aggiustamenti di ruolo.
alternativa
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Innanzitutto, il nazionale turco sarà l’alternativa a Pierre Kalulu come terzino destro, suo ruolo principale e lacuna da colmare nella rosa bianconera alla luce della sostanziale bocciatura di Joao Mario. Come il neo-compagno di squadra francese, però, Celik può muoversi senza problemi anche da centrocampista a tutta fascia - spesso Spalletti ha optato per una difesa a tre uomini con quattro centrocampisti -, perché nel tempo Zeki ha imparato a unire la sua voglia di proporsi in avanti e di scatenarsi sulla corsia con l’attenzione alla fase difensiva affinata come terzino di ruolo in quattro anni di Serie A con la maglia della Roma. L’esperienza, dopo tutto, si manifesta anche in questo tipo di versatilità.
in difesa
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Non è finita, però, perché in giallorosso al nuovo calciatore bianconero è stato chiesto di scendere in campo proprio da difensore di centro-destra in un reparto schierato a tre uomini: questa qualità permetterà a Spalletti - proprio come con Kalulu - di sganciare un difensore in fase di possesso e di chiedere agli altri tre, tra cui lui, di accentrarsi di qualche metro senza che gli tremino le gambe. Insomma, la Juventus guadagna un jolly totale pagando... zero.








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