Il deputy commissioner della Nba ha parlato alla Gazzetta: "Olimpia e RedBird per Milano? Stiamo parlando. Giocatori come investitori? A breve decideremo, c'è grande entusiasmo"
Simone Sandri
13 febbraio - 22:03 - LOS ANGELES
L’All Star Weekend di Los Angeles prende ufficialmente il via con la nuova formula, per la partita delle stelle, che potrebbe, il condizionale è d’obbligo, aiutare un match diventato assolutamente inguardabile. Intanto però a LA si parla soprattutto di Nba Europe, il nuovo progetto che sta impegnando da tempo la leadership della National Basketball Association e che a breve potrebbe produrre un annuncio ufficiale.
Intanto Mark Tatum, il deputy commissioner della Nba e l’uomo di riferimento del progetto, chiarisce alla Gazzetta dello Sport alcuni concetti, a partire dalla fresca notizia di una forte interessamento di una cordata targata Donnie Nelson, e della quale potrebbe far parte anche Luke Doncic, per la nuova franchigia di Roma. Dando anche, per la prima volta, una chiara data per l’inizio della competizione: Ottobre 2027. “È presto per parlare di “favoriti”, posso però confermare il grande interesse che stiamo riscontrando da parte di tanti potenziali investitori - dice Tatum - da un paio di settimane a questa parte abbiamo accelerato con le conversazioni, entrando nei dettagli, chiarendo anche il tipo di struttura e il modello di business che abbiamo in mente.”
Sarà permesso a giocatori attualmente nella Nba, come per esempio Doncic, di investire personalmente nelle squadre di Nba Europe?
“Ne stiamo parlando e prenderemo a breve delle decisioni in questo senso. Di sicuro posso dire che abbiamo diverse avuto conversazioni con i nostri giocatori europei e riceviamo costantemente input da loro su questo progetto. Abbiamo percepito, a questo proposito, un grande entusiasmo da parte loro”.
Uno dei problemi di alcune nazioni, come l’Italia, è rappresentato dalle strutture. La vostra idea resta quella di iniziare a giocare nelle arene attualmente presenti per poi costruirne di nuove?
“Sì, vogliamo iniziare a giocare nell’ottobre del 2027 e sappiamo bene che ci vorrà del tempo ai nostri investitori per la costruzione di nuove arene. In alcune città all’inizio quindi giocheremo in strutture esistenti, magari con qualche upgrade, ma ci aspettiamo poi di vedere nei prossimi anni ogni squadra di Nba Europe con un’arena in stile Nba”.
Per quanto riguarda la franchigia di Milano i vostri interlocutori principali restano l’Olimpia e RedBird?
“Sicuramente stiamo parlando con le entità citate ma, ripeto, abbiamo diversi potenziali investitori interessanti in parecchi mercati”.
Con la nuova leadership di Eurolega un accordo con loro, cosa che fino a tempo fa sembrava un’utopia, potrebbe ancora realizzarsi?
“Conosciamo “Chus” Bueno molto bene, avendo lui lavorato in Nba per 12 anni, ne stiamo parlando e come abbiamo sempre detto siamo convinti che un accordo tra Fiba, Eurolega e Nba sia la cosa migliore per tutto l’ecosistema. Sicuramente avremo altre conversazioni nelle prossime settimane”.
I dettagli per quanto riguarda la struttura della Lega sono naturalmente da definire, ma potete già dichiarare che ci sarà una salary Cap in stile Nba, giusto?
“Sì, pensiamo sia fondamentale avere una Salary Cap non solo per salvaguardare la competitività delle squadre ma anche per avere una sostenibilità finanziaria nel tempo. È una cosa molto importante per noi”.
A livello economico e di revenue sharing come pensate di gestire la posizione delle quattro squadre che si qualificheranno stagione dopo stagione?
"Stiamo lavorando sulla struttura per definire i dettagli. È importante che le quattro squadre qualificate abbiano importanti benefici economici in modo da rendere competitive con le altre”.






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