Napoli, solo 41' in campo per Lukaku finora: il belga chiede spazio nel finale di stagione

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Da trascinatore per lo scudetto a comparsa, Romelu è a un bivio. Da qui alla fine si gioca molto del suo futuro. Anche in vista del Mondiale

Vincenzo D'Angelo

25 febbraio - 11:04 - MILANO

Per se stesso e per il Napoli. Per dimostrare di essere ancora un giocatore da top club, da grandi ambizioni. Romelu Lukaku è a un bivio, probabilmente della carriera. La scorsa stagione si è rilanciato a Napoli e con Conte. Quest’anno, dopo il grave infortunio nell’ultima amichevole estiva a Castel di Sangro, il fato sembra avergli tolto ciò che con fatica aveva riconquistato. La sua leadership resta un punto di riferimento nello spogliatoio, ma poi c’è il campo.

poco spazio

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E qui i conti non tornano: appena 41’ minuti in campo in tutte le competizioni, un’occasionissima fallita a Torino contro la Juve nel giorno del debutto stagionale a fine gennaio, un rigore sbagliato contro il Como che ha condannato il Napoli all’eliminazione dalla Coppa Italia. Pensare a cosa sarà di Big Rom tra qualche mese è complicato oggi, meglio ragionare settimana per settimana. Lukaku ha bisogno del Napoli per rilanciarsi ancora, per provare a vivere un’ultima grande avventura mondiale con il suo Belgio. E il Napoli ha bisogno del vero Romelu, quel gigante buono capace di trascinare i compagni e abbattere le difese avversarie. Con la sua fisicità, con la sua intelligenza calcistica. Romelu chiede spazio, vuole provare a incidere, per riprendersi il tempo perduto e una nuova rivincita col destino: da punto di riferimento a ultimo cambio, non è così che può finire la sua avventura napoletana.

il futuro è adesso

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Quarantuno minuti, suddivisi in tre presenze in Serie A, una in Champions e una in Coppa Italia. Lukaku vorrebbe dare di più, fare di più per il Napoli. Ma non è facile in questo momento, specie adesso che lì davanti c’è un Hojlund imprescindibile. Il danese è il primo dei sostenitori di Lukaku e potrebbe anche giocargli accanto, ma la forma fisica – evidentemente – non è ancora al top, visto che Conte non gli sta concedendo grande spazio. Lukaku ha un contratto con il Napoli fino al 2027 ed è titolare dell’ingaggio (al netto) più pesante della rosa: 6 milioni più bonus, che quest’anno difficilmente raggiungerà. Cosa succederà in estate è difficile da prevedere adesso: in Arabia Saudita continuano a corteggiarlo, mentre il suo sogno è chiudere la carriera a casa, nel suo Anderlecht. Ma Romelu non si sente ancora un giocatore pronto alla pensione: a Castel Volturno lavora sodo, testa bassa e pedalare, come Conte insegna. Però il linguaggio del corpo pure parla chiaro, come il minutaggio: Romelu scalpita, vuole tornare protagonista. Anche per arrivare al Mondiale con una condizione fisica sufficiente per lasciare ancora il segno.

doppia missione

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Per sintetizzare la stagione di Romelu, basterebbero tre fotografie. La prima a terra, a Castel di Sangro, con la coscia stretta tra le mani e le lacrime di dolore. La seconda a Riad, dove il suo ruolo è stato più di motivatore che di giocatore: Neres che corre ad abbracciarlo è stato il segnale di quanto sia importante avere Lukaku all’interno di un gruppo. L’ultima, come detto, è la più amara, con le mani sulla testa dopo il rigore calciato fuori in Coppa Italia. Romelu ora va a caccia di uno scatto di felicità, di un momento che possa rimanere nella storia. Come quella progressione travolgente contro il Cagliari nell’ultima notte scudetto. Come quell’esultanza rabbiosa con cui quella notte ha chiuso il cerchio in Italia, zittendo critici e detrattori. Il linguaggio del corpo di Romelu, nelle ultime settimane, è come quello di un leone chiuso in gabbia. La panchina gli va stretta e avrebbe bisogno di più ritmo gara per migliorare la condizione fisica. Ora dovrà saper sfruttare le occasioni, come un’alternativa qualsiasi. Dare tutto in pochi minuti, per ritagliarsi un nuovo ruolo protagonista. Per aiutare il Napoli nella missione Champions. Per ricordare ancora a tutti chi è Lukaku. E il perché resta un centravanti unico nel suo genere. Per se stesso e per il Napoli: Romelu cerca un finale da re.

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