Mps, costituiti i comitati endoconsiliari: un solo presidente espresso dalla minoranza

2 ore fa 1
 un solo presidente espresso dalla minoranza

04 maggio 2026 | 20.59

LETTURA: 2 minuti

Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena si è riunito oggi per definire la composizione dei comitati endoconsiliari, in un clima che, secondo quanto appreso dall'AdnKronos da fonti finanziarie , sarebbe stato a tratti teso per le divergenze emerse tra i consiglieri sulla distribuzione del potere. Fanno notare le fonti che su cinque comitati endoconsiliari c'è solo un presidente espresso dalle minoranze: Paolo Boccardelli.

CTA

Il comitato rischi e sostenibilità sarà presieduto da Carlo Corradini e composto da Livia Amidani Aliberti, Antonella Centra, Paola De Martini e Massimo Di Carlo; il comitato remunerazione sarà guidato da Amidani Aliberti con Centra e Paola Leoni Borali; quello per le operazioni con parti correlate sarà presieduto da Flavia Mazzarella e includerà Patrizia Albano e Fabrizio Palermo; mentre il comitato IT e digitalizzazione sarà guidato da Paolo Boccardelli, unico presidente espresso dalle minoranze, con Corradini e Leoni Borali. Dopo l’ingresso di Corrado Passera, il comitato nomine risulta composto da Albano (presidente), Di Carlo, Leoni Borali e Mazzarella.

Il CdA ha inoltre costituito l’Organismo di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/2001, affidandone la presidenza a Romina Guglielmetti, affiancata da Gianluca Tognozzi e dal consigliere Nicola Maione, e ha dichiarato la decadenza di Carlo Vivaldi per incompatibilità con l’incarico ricoperto nel CdA di Banca Mediolanum.

Secondo quanto le fonti riferiscono all'AdnKronos, alcuni consiglieri avrebbero contestato la mancata volontà di riequilibrare la governance, dopo che la lista vincente aveva già concentrato le principali leve decisionali attorno all’amministratore delegato Luigi Lovaglio e al presidente Cesare Bisoni, con Mazzarella e Corradini vicepresidenti, includendo anche il controllo del comitato nomine, ritenuto cruciale. L’attenzione, spiegano le fonti, si sposta ora sulle assemblee straordinarie attese prima dell’estate per la fusione tra Mos e Mediobanca che richiedendo una maggioranza qualificata dei due terzi, spiegano le fonti, potrebbe lasciare margini di intervento anche alle minoranze, segnalando che non si tratterà di un passaggio meramente formale. (di Andrea Persili)

Vedi anche

Leggi l’intero articolo