Mondiali short track: la staffetta mista è d’oro come a Milano Cortina

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A Montreal, con Fontana spettatrice, applausi per Sighel, Nadalini, Confortola e Betti. Per gli azzurri anche gli argenti di Nadalini nei 1500 e della staffetta femminile e i bronzi di quella maschile, della Betti nei 500 e della Confortola nei 1000

Andrea Buongiovanni

Giornalista

15 marzo - 23:43 - MILANO

Un oro, due argenti e tre bronzi: è il più che lusinghiero bottino dell’Italia ai Mondiali di short track di Montreal che hanno chiuso la stagione. Era dalle sette medaglie de L’Aia 1996 che non si vinceva tanto. Il titolo, come all’Olimpiade di Milano Cortina del mese scorso, è appannaggio della staffetta mista, capace di imporsi nonostante l’assenza di Arianna Fontana, alla Maurice Richard Arena spettatrice in tribuna. Applausi a Pietro Sighel - suo il sorpasso decisivo nella tornata conclusiva - Thomas Nadalini, Elisa Confortola e Chiara Betti, oltre che a Luca Spechenhauser e Arianna Sighel, impegnati nei turni preliminari. Il quartetto azzurro, in finale, proprio come ai Giochi (Sighel, stavolta, non dà le spalle al traguardo…), precede il Canada qui padrone di casa e il Belgio, con l’Olanda che, con una caduta, si autoelimina facendo fuori anche la Sud Corea. 

I protagonisti

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Gli altri exploit portano la firma di Nadalini, secondo nei 1500, di Confortola, Sighel, Betti e Gloria Ioriatti (più Margherita Betti, sorella minore di Chiara, all’esordio in Nazionale maggiore), piazzate nella staffetta femminile e delle stesse Betti e Confortola, terze nei 500 e nei 1000. Oltre che della staffetta maschile di Sighel, Nadalini, Spechenhauser e Lorenzo Previtali, che scivola a una decina di giri dal termine, costringe il quartetto al quarto posto, che a bocce ferme diventa terzo per una (discutibile) squalifica della Sud Corea, prima sul ghiaccio davanti al Canada. Per gli azzurri anche la quarta piazza della Betti nei 1000. È la conferma che i risultati a cinque cerchi (un oro, due argenti e un bronzo) non sono arrivati per caso. E che - con Sighel individualmente schierato solo nei 500, chiusi all’ottavo posto - dietro ai big c’è un gruppo super emergente che promette altre meraviglie. Per chiarire: né Nadalini, 23enne trentino, né Confortola, 23enne bormina, né Betti, altra trentina, 24 anni compiuti giovedì, avevano mai conquistato una medaglia iridata individuale. Il futuro è tutto dalla loro parte. 

Tre, intanto, i dominatori della rassegna: i sudcoreani Jongun Rim e Gilli Kim, padroni entrambi di 1000 e 1500 e l’olandese Xandra Velzeboer, oro nei 500 e nella staffetta di genere e argento nei 1000 e nei 1500. Clamoroso il bronzo nei 500 del turco Furkan Akar. In un medagliere che vede presenti nove Paesi, dominato dalla Sud Corea, con quattro ori, sull’Olanda, con due ori e cinque argenti e sul Canada, con due ori e un argento, l’Italia - nuovamente sul podio in tutte le staffette - si colloca a un eccellente quarto posto. Un altro segnale da declinare al futuro.

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