Modric come... Van Basten: il croato "presta" il suo Pallone d'oro al museo del Milan

2 ore fa 1

L'olandese prese la stessa decisione nel 1992, come segno di riconoscenza al club. E Luka ha scelto di trasferire il suo da Madrid al museo di Casa Milan, dove resterà fino a fine stagione. Per amore

Luca Bianchin

Giornalista

11 marzo - 00:06 - MILANO

Luka Modric ha fatto arrivare un pacco da Madrid. È pesante e prezioso. Modric ha scelto di separarsi per i prossimi mesi dal Pallone d’oro vinto nel 2018, che conservava a casa: lo ha donato al museo di Casa Milan, dove resterà fino a fine stagione. I tifosi potranno visitare il Museo Mondo Milan – si chiama così – e confrontarlo con gli altri in esposizione. Questa storia, per chi ha il tocco romantico, fa venire in mente un altro regalo: Marco van Basten tanti anni fa donò al Milan il Pallone d’oro 1992, il terzo dei suoi tre, come segno di riconoscenza. Marco sapeva che, pur essendo il Cigno più bello dello stagno, altrove non li avrebbe mai vinti.

perché lo ha fatto

—  

Il gesto di Modric è differente: è amore, non riconoscenza. Il Pallone d’oro dall’estate tornerà a casa sua – a Madrid o in Croazia, si vedrà – ma il fatto che Luka abbia pensato al museo del Milan dopo soli otto mesi di frequentazione è significativo. Conferma che Luka è innamorato. Vede il Milan da quando era bambino, lo ha scelto all’inizio della scorsa estate ma nemmeno lui pensava di trovarsi così bene. Gli piace la città, gli piace lo stadio, gli piace il modo in cui i tifosi spingono la squadra. L’asticella, dopo 13 anni di Madrid, era decisamente alta ma la realtà ha superato le aspettative. Il mondo Milan ricambia. Il pubblico lo adora e i compagni riconoscono un magistero superiore. Dopo il derby lo hanno aspettato in spogliatoio e hanno cantato per lui: “Luka! Luka!”.

la storia del trofeo

—  

Il Pallone d’oro 2018 merita un racconto. Modric lo vinse alla fine dell’anno solare in cui aveva giocato (e perso) la finale mondiale con la Croazia, a Mosca contro la Francia. Tre settimane prima, nel gruppo, si era messo in tasca Leo Messi e tutta l’Argentina, in una partita che ammette solo due opzioni: o l’avete vista (e quindi ricordate) oppure dovete rimediare.  Quell’anno il Madrid vinse Champions, Supercoppa europea e Mondiale per club, permettendo a Luka di realizzare il suo sogno. Modric racconta che cominciò a pensarci per davvero il giorno in cui Zidane, suo allenatore al Madrid, gli disse “Luka, devi essere consapevole che sei al livello dei migliori, quelli da Pallone d’Oro”. La testa a volte cambia con una frase. Lunedì 19 novembre 2018, Modric si svegliò a Londra, in albergo dopo una partita di Nations. Sapeva che quello era il giorno in cui France Football avrebbe comunicato la buona novella al vincitore. Se la giocava con Cristiano Ronaldo e il campione del mondo Griezmann. Quando vide che il direttore del giornale lo stava chiamando, Luka restò bloccato e non rispose. A volte le buone notizie spaventano come le cattive. Dopo cinque minuti, richiamò, apprese di aver vinto e pianse. A quel punto, chiamò mamma e papà, anche se da regolamento non avrebbe potuto, perché i regolamenti, a volte, non hanno proprio senso. Per questo, il regalo al museo del Milan è speciale. Non è un pezzo di pirite e ottone rivestito di oro a 18 carati, è il ponte che collega le speranze di un bambino croato a un uomo realizzato.

Leggi l’intero articolo