L’arrivo degli atleti stranieri, i primi allenamenti: Milano e le altre location dei Giochi entrano in clima olimpico. L'Italia punta a superare le 20 medaglie di Lillehammer 1994
C’è voluto l’ultimo weekend prima del via di gare e partite perché anche Milano - la distratta, complicata Milano - entrasse in clima olimpico. E con lei, probabilmente, tutto il Paese. Sarà grazie ai tanti volontari, con le loro belle divise, in giro per la città. Alle zone del centro, dove tutto o quasi rimanda ai Giochi. All’arrivo delle delegazioni, degli atleti e lo svolgersi dei primi allenamenti ufficiali (oggi alle 17 la Francia maschile inaugurerà il ghiaccio di Santagiulia). Oppure ancora alle nuove, numerose indicazioni su come raggiungere gli impianti. O alle foto sempre allegre dal Villaggio, dove oggi faranno visita i vertici Cio, dopo un incontro con la commissione atleti. Insomma: l’attesa monta, il clima si scalda, l’atmosfera si fa elettrica. Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Milano: nel pomeriggio a Palazzo Marino, per la cerimonia di benvenuto con il sindaco Sala; e poi alle 19 entrerà alla Scala dove parlerà all’apertura della 145a sessione del Cio. Alla cerimonia inaugurale, per la prima volta moltiplicata per quattro, tra San Siro, Cortina, Livigno e Predazzo, mancano quattro giorni. Alle prime sfide - quattro del girone di qualificazione del doppio misto di curling, allo stadio olimpico della Perla delle Dolomiti - due. E l’indomani, giovedì, sarà già ora dei primi italiani, in testa proprio Stefania Constantini-Amos Mosaner, campioni uscenti della specialità.
quota venti
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L’obiettivo dell’ItaliaTeam è, da tempo, sostanzialmente dichiarato: vincere 20 medaglie. Tante quante quelle conquistate nell’edizione record di Lillehammer 1994, quando però le gare in programma erano 61 contro le 116 attuali, ma la partecipazione più ristretta (1737 atleti di 67 Paesi, a fronte dei 2958 di 92 di oggi). La stagione - anzi, le stagioni del quadriennio successivo a Pechino 2022 - hanno detto che è un traguardo difficile, ma non impossibile. Come sempre: se si partirà con il piede giusto (vero, discesisti e discesiste dello sci alpino?), tutto potrà diventare più semplice. Attenzione a snowboard e skicross; come confermato nei giorni scorsi con il podio del 45enne Roland Fischnaller e i successi di Simone Deromedis e Jole Galli, potrebbero fare meraviglie. Vada come vada, anche in chiave azzurra è già l’Olimpiade dei record: per numero di partecipanti (196, 109 in rappresentanza della Federsci, 87 della Federghiaccio, pari al 55.6 e al 44.4%) e di... portabandiera, quattro. Ieri Arianna Fontana, che a Milano farà coppia con Chicco Pellegrino, ha fatto pure da tedofora nella sua Berbenno, in Valtellina (a Cortina, a sventolare il tricolore, ci penseranno Federica Brignone e lo stesso Mosaner). Venerdì sera, nelle quattro sedi designate, la prima Nazione a sfilare sarà la Grecia, il Paese dove le Olimpiadi moderne sono nate; la terz’ultima gli Stati Uniti (dove si svolgeranno i Giochi invernali 2034); la penultima la Francia (sede dell’edizione del 2030, diffusa tra le Alpi); e l’ultima l’Italia, in qualità di ospitante. Far coincidere le quattro sfilate come fossero una, televisivamente parlando, sarà una grande sfida. Il toto-nomi per individuare chi accenderà i tripodi, nel mentre, continua a tener banco, con Alberto Tomba e Deborah Compagnoni favoriti. A San Siro, dove ci saranno 1350 volontari in scena e 700 dietro le quinte, sono attesi oltre 50 Capi di Stato.
quante stelle
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Milano Cortina promette grande spettacolo anche in chiave internazionale: da Marco Odermatt a Mikaela Shiffrin, sperando nel recupero di Lindsay Vonn (sci alpino), da Ilia Malinin a Adeliia Petrosian (figura), da Jordan Stolz (pista lunga) a Sidney Crosby, Connor McDavid e Nathan MacKinnon (hockey ghiaccio), per finire con il re del fondo Johannes Klaebo i protagonisti attesi sono tanti. E nella Nazionale femminile di hockey ghiaccio statunitense, per la prima volta, ci sarà una giocatrice di colore: Laila Edwards, difensore di 1.85 per 88 chili. Debutta (a Bormio) lo scialpinismo, sarà sotto la lente di ingrandimento (a Predazzo) la combinata nordica, che vuole aprire alle donne (è l’unica disciplina rimasta a solo genere maschile), ma di contro rischia la sparizione dal programma olimpico. Molte, dal punto di vista organizzativo, le scommesse da vincere: quella dei trasporti su tutte. Un’Olimpiade tanto sparpagliata, con sette sedi di gara, non si è proprio mai vista e spostarsi da un sito all’altro rischierà di diventare un’impresa. “It’s Your Vibe” è il motto ufficiale dei Giochi 2026. Le vibrazioni invocate dovranno generare onde. E, si spera, eredità. Di cultura sportiva, soprattutto. Magari riportando una squadra di hockey ghiaccio a Milano o una pista sulla quale pattinare. Ecco una medaglia da vincere.









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