Milan su Kim per blindare la difesa. I nodi sono il Bayern e l'ingaggio

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L'ex Napoli ha poco spazio a Monaco e vuole arrivare al meglio al Mondiale. Profilo ideale perché conosce il nostro campionato e si adatta alla difesa a tre. Il suo stipendio però è fuori dai parametri rossoneri. Tedeschi restii ad accettare il prestito con diritto di riscatto

Andrea Ramazzotti

Giornalista

2 gennaio - 00:30 - MILANO

Dopo aver sistemato l’attacco inserendo Füllkrug al posto di un Gimenez che, secondo Allegri, tornerà disponibile "tra tre-quattro mesi", adesso il Milan sposterà l’attenzione sulla difesa. L’obiettivo del club è quello di regalare ad Allegri non un giocatore in più, perché numericamente il reparto è al completo con i titolari Tomori, Gabbia e Pavlovic più le riserve De Winter e Odogu, ma con un elemento in grado di fare la differenza e di alzare ulteriormente la qualità del reparto. Ecco perché in via Aldo Rossi si stanno guardando intorno senza eccessiva frenesia: vogliono essere pronti a cogliere opportunità importanti che si presentino soprattutto all’esterno. Per questo seguono l’evoluzione della situazione di difensori top come per esempio il sudcoreano Kim Min-jae, tutt’altro che soddisfatto della sua stagione con il Bayern Monaco. 

Gradimento rossonero

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L’ex Napoli, che si è trasferito nella Bundesliga nel 2023 quando i bavaresi hanno pagato la clausola rescissoria da 57 milioni contenuta nel suo contratto, sta vivendo un’annata complicata sotto il profilo dell’utilizzo, molto meno continuo rispetto alle precedenti due stagioni, nelle quali ha comunque fatto i conti con un fastidio al tendine d’Achille (2024-25) e con la partecipazione alla Coppa d’Asia (2023-24). La sua convocazione per il Mondiale che si disputerà da giugno in poi in Canada, Messico e Stati Uniti non è in dubbio perché è un punto fermo della nazionale asiatica, ma Kim vorrebbe presentarsi all’appuntamento al massimo della condizione. Ed essere impiegato così poco dal Bayern non lo fa stare tranquillo, lui che in carriera era abituato ad altro. Sia con il Fenerbahce sia con il Napoli tricolore. Da qui il desiderio di guardarsi intorno per decidere senza fretta cosa fare di questa seconda parte di stagione. Di formazioni che stanno facendo arrivare al suo entourage un certo interessamento ce ne sono diverse (l’ultima è stata il Fenerbahce), ma il gradimento del Milan lo ha “scaldato” più degli altri. Se deciderà di lasciare la Bundesliga, quella di tornare in Italia è l’opzione che lo stuzzica di più. Perché conosce bene il nostro campionato e perché sa che non avrebbe grandi difficoltà né ad adattarsi alla difesa a tre di Allegri (è stato in quella di Spalletti) né alla vita a Milanello. 

Costi elevati

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Kim permetterebbe al Diavolo di inserire in rosa un elemento dall’indubbia esperienza (in via Aldo Rossi la ricerca e il monitoraggio in questo momento si concentrano su profili che conoscono il campionato italiano e non hanno bisogno di adattamento), allungherebbe la facoltà del tecnico di Livorno di ruotare i suoi elementi là dietro (anche se a quel punto partirebbe Odogu) e consentirebbe al sudcoreano di preparare nel migliore dei modi l’avvicinamento al Mondiale. Mentre adesso scalpita in panchina, con Tah e Upamecano titolari alla corte di Kompany. Portare Kim in rossonero però non è semplice. Soprattutto perché va convinto il Bayern ad accettare come formula il prestito con diritto di riscatto. In più c’è lo stipendio del difensore, fuori dai parametri dei rossoneri. Al di là del gradimento del calciatore per la maglia rossonera, dunque, la strada al momento non è in discesa, ma lo scenario può cambiare con il passare delle settimane. Soprattutto se il minutaggio di Kim, che ha saltato l’ultima gara di Bundesliga per un infortunio, non salirà. 

Nkunku e il Fene

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Dalla Turchia intanto non è ancora arrivata un’offerta ufficiale per il francese, stasera assente a Cagliari per una botta a una caviglia rimediata nel match contro il Verona. Al Milan non è stata presa la decisione di cederlo e l’ex Chelsea ha fatto sapere di non volersene andare. Un’altra prestazione importante all’Unipol Domus avrebbe forse allontanato definitivamente le voci che invece sono destinate a restare d’attualità. Il Diavolo per far partire Nkunku chiede una cessione a titolo definitivo, un prestito con obbligo di riscatto oppure uno scambio di prestiti con un elemento gradito. E valuta il suo cartellino poco meno di quanto lo ha pagato ad agosto ovvero 37 milioni più bonus. Di certo, dopo l’arrivo di Füllkrug, per l’eventuale sostituzione di Nkunku i dirigenti pensano a una seconda punta che sarebbe l’alternativa a Pulisic, con il tedesco alter ego di Leao. Anche in questo caso la priorità è prendere un elemento esperto, meglio con un passato o un presente in Serie A. Perché il tempo per inserirsi nei meccanismi della squadra è poco. Servono gol per arrivare, come ha chiesto ieri Allegri, tra le prime quattro.

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