Messi è roba nostra: a sei mesi di distanza dall'omaggio indiano in occasione del GOAT Tour., l’Argentina risponde con una nuova statua da record per la Pulga. A dicembre, infatti, era stata inaugurata a Calcutta una scultura di ben 21 metri per celebrare il fuoriclasse di Rosario. Oggi, però, il primato passa a Neuquén, città nel cuore della Patagonia argentina, che ha affidato i lavori all’artista locale Aldo Beroisa. Il nuovo monumento raggiunge i 26 metri di altezza, diventando ufficialmente la statua a tema calcistico più alta del mondo. Si tratta dell’ennesimo tributo a un campione che, in patria, ha ormai assunto una dimensione leggendaria. Ad accogliere l'opera, una marea di tifosi in festa tra cori e smartphone al cielo: l’ennesima dimostrazione dell’amore viscerale che il popolo argentino gli riserva dopo una carriera costellata di successi e consacrata dal trionfo Mondiale. Ma le celebrazioni non si fermano ai murales o ai monumenti che colorano il Paese. Il legame tra il fuoriclasse e la sua terra ha già superato i confini del rettangolo di gioco: basti pensare che la Asociación del Fútbol Argentino gli ha persino intitolato il proprio centro sportivo federale, la casa di tutte le selezioni nazionali. Un privilegio monumentale, riservato solo a chi ha riscritto la storia dell'Albiceleste. Perché in Argentina, oggi, Lionel Messi non è più soltanto un campione da record, ma anche un simbolo eterno di identità nazionale.







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