Meno carcere preventivo ed edilizia, le mosse del governo

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Ridurre la carcerazione preventiva, aumentare la possibilità di misure alternative per alcune categorie di soggetti, proseguire l'ampliamento delle strutture penitenziarie nonostante le difficoltà. Sono le principali direttive su cui il governo si sta muovendo per far fronte all'emergenza sul sovraffollamento delle carceri, tornata al centro del dibattito politico dopo l'uscita dal carcere di Gianni Alemanno, il quale durante i suoi mesi di detenzione si è fatto portavoce delle istanze per i diritti delle persone ristrette, fino a portare in queste ore - ormai da uomo libero - le sue riflessioni appena uscito fuori dall'istituto di Rebibbia: "Ho visto e conosciuto una realtà terribile, il carcere è una vergogna per la Repubblica, una offesa per come tratta la gente e che non dà, a chi se la merita, una possibilità di cambiamento", dice l'ex sindaco sottolineando che "la battaglia per il sovraffollamento non ha colore politico. Non è di destra o di sinistra. Mi auguro che il Parlamento faccia una legge trasversale sul sovraffollamento". E infine ribadisce la sua intenzione di affrontare la questione con il Guardasigilli Carlo Nordio: "Sono convinto che il ministro abbia la percezione esatta di quello che succede in carcere. Bisogna entrare nelle celle e parlare con le persone e questo lui ancora non lo ha fatto. Con il 140% di affollamento non si riesce a fare nulla. Bisogna creare un processo di rieducazione e dare una possibilità a chi lo merita, perché soltanto abbattendo la recidiva si difende fino in fondo la sicurezza dei cittadini".

    L'appello è stato subito colto dal titolare della Giustizia, che si dice "quanto prima lieto di ascoltare Alemanno" e commenta: "Personalmente credo che garantismo significhi enfatizzare la presunzione di innocenza e, quindi, ridurre la carcerazione preventiva e assicurare la certezza della pena irrogata dalla magistratura dopo un giusto processo".

    Solo qualche giorno fa in Senato il ministro aveva precisato che la drammatica percentuale di suicidi rispetto all'anno scorso è stata invertita, dimostrando che "le operazioni di prevenzione cominciano a essere efficaci". Poi l'elenco di misure messe in atto dal governo: lo stanziamento di 5 milioni di euro per l'esercizio finanziario del 2025 e altri 5 milioni per il 2026, l'agevolazione dell'accesso di detenuti tossicodipendenti alle strutture sanitarie pubbliche e alle strutture private, l'individuazione di comunità o organismi nei quali due o tremila soggetti avrebbero diritto alla detenzione, ma a cui non possono accedere per mancanza di domicilio. In corso c'è anche la discussione in Parlamento sulla detenzione differenziata dei tossicodipendenti, circa diecimila, che potrebbero essere ristretti in strutture protette ma al di fuori della delle della situazione carceraria.

    Per il piano di edilizia penitenziaria, gestito dal commissario straordinario Marco Doglio e per la creazione di oltre diecimila nuovi posti nel triennio 2025-2027, i lavori sono ancora in fase di realizzazione: la specifica dotazione finanziaria è di 450 milioni. 

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