Dopo le minacce di dazi agli europei che sostengono la Groenlandia, un'altra mossa di Donald Trump spiazza il governo italiano. L'idea di potersi sedere nel board per Gaza insieme anche a Vladimir Putin, ragionano fonti dell'esecutivo, potrebbe rappresentare un problema non da poco per Giorgia Meloni. Sono i due dossier che hanno occupato i pensieri della premier nel suo viaggio di ritorno dall'Asia, durante il quale ha avuto molti contatti con altri leader europei, con l'obiettivo di spingere verso una "de-escalation" sull'asse transatlantico.
Prima del Consiglio dei ministri previsto nel pomeriggio, questi scenari potrebbero anche essere sul tavolo di un confronto con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, quella riunione preannunciata dalla stessa Meloni a Seul parlando del pacchetto sicurezza. Dopo l'invito indirizzato dagli Usa al Cremlino, la Francia si è già smarcata dall'organismo eterogeneo che, nei piani americani, costruirà una pace duratura in Medio Oriente. "Abbiamo ricevuto l'invito, il presidente del Consiglio è in viaggio all'estero, ne parleremo", ha spiegato Tajani, sottolineando che Putin "non è un campione della pace nel mondo, ma se cambia è meglio". A Roma da tempo invocano segnali concreti da parte della Russia, e l'imbarazzo che filtra in queste ore potrebbe essere superato solo da una svolta nel conflitto ucraino, su cui però per ora nessuno si sbilancia.
Sono temi su cui si concentrerà l'attenzione a Davos, dove è atteso Trump e dove invece al momento non è previsto un viaggio di Meloni. Intanto, mentre l'aereo della premier decollava dall'Uzbekistan, dove ha fatto tappa (e incontrato il presidente Shavkat Mirziyoyev) dopo le missioni in Oman, Giappone e Corea del Sud, la Borsa di Milano chiudeva in calo dell'1,32%, bruciando 14,4 miliardi di capitalizzazione. Pesano anche su questo fronte le tensioni Usa-Ue dopo l'annuncio di Trump di dazi per la vicenda della Groenlandia.
Giovedì a Bruxelles, nel vertice straordinario con gli altri leader Ue, Meloni sembra propensa a sostenere una linea di mediazione, per evitare un'escalation. Come in passato, davanti ad altri momenti critici fra Washington e l'Europa, è convinta che non giovi a nessuno una rottura dell'asse transatlantico. E che la soluzione per garantire la sicurezza della Groenlandia vada trovata in ambito Nato, lo stesso a cui per ora ha vincolato ogni ipotesi di partecipazione militare dell'Italia nel territorio artico della Danimarca. L'idea di controdazi europei "è il modo peggiore per rispondere - ha avvertito il ministro della Difesa Guido Crosetto -. Innescare una gara a chi fa più male all'altro, tra alleati, non può che portare a disastri. Non è il momento di fare i tifosi ultras di squadre diverse. Né di vedere chi ha più o meno orgoglio o chi è più duro. Serve ragionare su ogni cosa ricordandoci che siamo alleati da 76 anni".
Le opposizioni, intanto, hanno scritto ai presidenti di Camera e Senato per chiedere che la premier tenga comunicazioni in Parlamento prima del vertice straordinario di Bruxelles. I capigruppo di M5s, Pd, Avs, Iv, Azione e +Europa "fanno sapere di richiedere l'esame dell'atto di indirizzo con il quale il governo intende procedere in ambito Ue". Al momento sembra difficile che possa verificarsi, anche per i tempi stretti.
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