Mattarella: 'La nostra Carta si fonda sulla separazione dei poteri'

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"La nostra Carta fondamentale, al pari delle altre costituzioni europee nate nel secondo novecento, all'indomani dei devastanti conflitti mondiali e delle esperienze drammatiche delle dittature, si fonda sui principi della democrazia liberale basata sulla separazione tra i poteri. Essa persegue, infatti, il duplice obiettivo di bilanciare i poteri dello Stato e di garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ciascuno", ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella incontrando al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio. 

"Le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili, proprio perché funzionali ad assicurare che le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o critiche. Per rendere effettiva tale indipendenza la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura". 

"Proprio quest'anno ricorrono gli ottant'anni della Repubblica: in una sala vicino a questa, al Quirinale, è custodito uno dei tre originali del testo della Costituzione, sulla quale si fonda la vita della nostra Repubblica. In questo arco temporale la magistratura italiana ha contribuito all'attuazione dei principi costituzionali. Al contempo, ha vissuto un'ampia evoluzione nello svolgimento dei compiti che l'architettura costituzionale le ha attribuito. Il percorso svolto fino a oggi è utile per comprendere il ruolo della magistratura e gli ambiti entro i quali si deve svolgere la funzione assegnatale dalla Costituzione, nell'esercizio della giurisdizione attraverso l'interpretazione e l'applicazione rispettosa e imparziale della legge".

"Il contributo dato dalla giurisprudenza allo sviluppo della cultura giuridica è ormai patrimonio della sua storia. Il giudice, anche investendo la Corte costituzionale, ha spesso promosso l'attuazione di valori costituzionali con il riconoscimento di diritti per rispondere alle domande di giustizia da parte dei cittadini, talvolta stimolando l'attività del legislatore a fronte di istanze nuove".

Nel quadro costituzionale, "alla magistratura viene affidato un compito cruciale: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. È un'attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell'interpretazione". "L'interpretazione e l'applicazione della legge comportano un compito impegnativo dovendo il giudice fare riferimento all'intero ordinamento giuridico, al rispetto della Costituzione e delle fonti internazionali, tenendo anche conto dei precedenti giurisprudenziali - ha aggiunto -. L'applicazione della legge non consente mero automatismo ma rappresenta l'esito di una doverosa attività di ponderazione e valutazione di cui deve farsi carico il magistrato, sia giudicante che requirente. La soggezione del giudice alla legge, del resto, impone alla magistratura di individuare la soluzione appropriata per ciascuna fattispecie concreta, rimanendo sempre rigorosamente ancorata al complesso del diritto positivo".

 "Il compito che vi aspetta è complesso e, insieme, avvincente. Questa consapevolezza non deve suscitare apprensione ma va tradotta in senso di responsabilità nell'esercizio della giurisdizione. Anche a voi tocca essere agenti della Costituzione, attori nella difesa della legalità e della giustizia, presidio dei diritti di ogni persona", ha aggiunto Mattarella incontrando al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio. "Per affrontare un compito così alto - ha aggiunto - vi sarà utile, accanto alla profonda conoscenza delle norme, la ricerca di leale confronto, il rifiuto di ogni forma di presunzione, attitudini che inducono alle doti preziose dell'umiltà e alla prudenza nel giudizio. Doti che, in ogni ambito e in ogni tempo, è sempre stato più facile elogiare che praticare".

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