Landini-centrodestra, si alza la tensione sul referendum

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Maurizio Landini entra a gamba tesa nella campagna per il referendum. E da Napoli lancia la sua invettiva contro la separazione delle carriere: "Perché non sorteggiamo i parlamentari? Perché non sorteggiamo i sindaci? Sarebbe bene che il governo non pensasse che i cittadini siano" dei "coglioni che non capiscono quello che sta succedendo. Questo referendum - sostiene - non c'entra nulla con la riforma della giustizia" ma "risponde a una logica totalmente politica".

Levata di scudi dal centrodestra, con il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, che accusa il segretario della Cgil di "turpiloquio": "Gli slogan urlati e gli appellativi truci non giocano alla causa di chi vi fa ricorso, semmai ne svelano la povertà di idee e ragioni".

Ma il sindacalista non si ferma qui e accende i riflettori anche sui "12.000 lavoratori precari" della giustizia "assunti con il Pnrr, che vengono lasciati a casa. E' da anni che c'è mancanza di posti - ricorda - bisognerebbe fare investimenti sia in personale sia in tecnologie".

A rispondergli in blocco sono gli azzurri, i più strenui sostenitori della riforma: oltre alla "panzana che vorrebbe i magistrati sottoposti alla politica, il segretario raggiunge vette di ignoranza davvero difficili da eguagliare - punta il dito Giorgio Mulè - Perché non si sorteggiano anche i parlamentari? Perché i parlamentari sono espressione del popolo e trovano la loro legittimazione nel voto dei cittadini, i magistrati chiamati a far parte di un organo come il Csm non devono rappresentare nessuno".

Intanto, il Guardasigilli Carlo Nordio rivendica la possibilità di cambiare la Costituzione: si può fare "secondo le procedure che essa stessa prevede, non è un tabù" e questa non è una riforma "eversiva". Poi, un affondo diretto all'Anm: l'associazione magistrati "si è rifiutata di avere un confronto con me in televisione" perché non vorrebbe "dare a questo colloquio un significato politico. Questo mi fa credere che rifiuteranno qualsiasi altro confronto con interlocutori politici. Altrimenti - la stoccata - significherebbe che hanno paura di confrontarsi con me". La separazione delle carriere, sostiene ancora Nordio, va "nel solco di un progetto che è stato a suo tempo elaborato da un eroe della resistenza, Giuliano Vassalli". Un parallelo "inammissibile" secondo il Pd che, per voce di Dario Parrini, lo avverte: "Caro ministro, tolga le sue mani dalla Resistenza".

Nel dibattito interviene anche Giovanni Bachelet, presidente del Comitato della società civile per il no: "La dinamica dello scontro politico l'ha innescata il governo, prima vanificando il dibattito parlamentare (nessun emendamento accettato nelle quattro letture) e ora fissando la data senza tener conto della raccolta firme ancora in corso - afferma -. Un'arroganza senza precedenti nella storia delle riforme costituzionali". Più Europa, nel frattempo, cerca l'unità su un aggiustamento in corsa e lancia un appello a maggioranza e opposizione nella commissione Affari Costituzionali della Camera per i fuorisede: "Sottoscrivete e votate a favore degli emendamenti, tra cui uno a mia prima firma, al dl Referendum che consente ai cittadini che studiano e lavorano fuorisede di poter votare", dice il segretario Riccardo Magi
   

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