Meloni: 'L'aumento dei dazi un errore, lavoriamo ad evitare l'escalation'

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"La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando coi giornalisti a Seul spiegando di avere sentito Donald Trump in queste ore e che c'è stato "un problema di comprensione e comunicazione" sull'iniziativa di alcuni Paesi Ue che non va letta in chiave "anti-americana". Bisogna "riprendere il dialogo ed evitare una escalation".

"Siamo stati invitati anche noi a farne parte. Penso che l'Italia possa giocare un ruolo di primo piano, siamo pronti a fare la nostra pace nella costruzione del piano di pace", ha detto la premier parlando coi giornalisti a Seul sul Board per Gaza.

"Sto convocando al mio rientro una riunione per fare il punto sul provvedimento non so se sarà pronto per martedì ma ci stiamo lavorando", ha aggiunto interpellata sul nuovo decreto sicurezza

"Non c'è un problema politico con la Lega su questo punto", ha spiegato la presidente del Consiglio sulla nota con cui la Lega a proposito dei nuovi dazi di Trump ai paesi che hanno inviato truppe in Groenlandia ha parlato di "deboli d'Europa" che hanno la "smania" di inviare soldati e raccolgono i loro "frutti amari".

"Ho sentito sia Donald Trump qualche ora fa, al quale ho detto quello che penso" sia "il segretario generale della Nato che mi conferma un lavoro che" l'Alleanza "sta iniziando a fare. Nel corso della giornata sentirò anche i leader europei" e "credo sia convocata una riunione a livello per ora di Coreper dell'Unione Europea". Il presidente Usa "mi pare fosse interessato ad ascoltare". Non si può "farvi lo stenografico di quello che dico a un mio collega", ha risposto alle richieste di andare più nel dettaglio. "Io credo - ha concluso - che in questa fase sia molto importante parlarsi".

"Condivido l'attenzione che la presidenza americana attribuisce, come ho detto molte volte, alla Groenlandia e in generale all'Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili. Ma credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni Paesi europei di inviare le truppe, di partecipare a una maggiore sicurezza, non nel senso di un'iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori". La premier ha ribadito che "mi pare che su questo ci sia stato un problema di comprensione e di comunicazione".

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