Meloni in Etiopia: 'Con il Piano Mattei facciamo da ponte'

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  L'ultimo leader europeo ospite d'onore all'assemblea dell'Unione africana fu il francese Francois Hollande. Tredici anni dopo toccherà a Giorgia Meloni, attesa per una missione di due giorni ad Addis Abeba. Domani presiederà il secondo vertice Italia-Africa e sabato interverrà appunto davanti ai capi di stato e governo dell'Ua.

 Un'occasione per fare il punto sull'evoluzione del Piano Mattei. E soprattutto per lanciare alcuni messaggi: Roma, ribadirà la premier, vuole essere il ponte privilegiato tra Europa e continente africano, che l'Italia considera centrale nei nuovi equilibri geopolitici. E assicurerà il sostegno italiano all'Agenda 2063 dell'Unione africana, nonché l'impegno a rafforzare un partenariato fondato su corresponsabilità, crescita condivisa e strumenti finanziari innovativi.

  Quando nel 2013 l'Unione africana ospitò Hollande, in cima alle priorità c'erano stabilità e sicurezza, e i leader del continente ringraziarono soprattutto la Cina, per gli investimenti miliardari nelle infrastrutture di vari Paesi. Oggi continuano a non mancare fronti di crisi, con 6 dei 55 membri dell'Ua sospesi per cambi di governo incostituzionali. In compenso l'influenza di Pechino e Mosca non è più egemone.

  Rispetto a due anni fa, notano fonti diplomatiche, aumentano aperture di credito e richieste di collaborazione all'Italia da Paesi storicamente legati ad altri attori internazionali.

  Per ora sono 14 (il numero salirà nei prossimi mesi) quelli che hanno aderito al Piano Mattei, che nel 2025 ha visto messi a terra progetti per circa 1,4 miliardi di euro, dall'energia all'agricoltura, dalla sicurezza alimentare alle risorse idriche, dalla cultura allo spazio. Quelli in Etiopia (culla del caffè ma anche sede di molte bitcoin farm attratte dall'energia a basso costo), ad esempio, riguardano la bonifica del lago Boye, il rafforzamento del sistema idrico e di quello sanitario. Anche nel Tigray, regione settentrionale, dove sono riesplose le tensioni con scontri tra esercito etiope e forze regionali.

  Il vertice Italia-Africa, il secondo dopo quello del 2024, spiegano fonti italiane, servirà proprio per fare un bilancio dei risultati, raccogliere il riscontro dei partner africani e individuare insieme le priorità operative e le modalità di lavoro per le fasi successive. "A bridge for a common growth", un ponte per una crescita comune, il titolo del vertice al Convention Center di Addis Abeba (in città in questi giorni è proibito l'uso di motociclette, per ragioni di sicurezza).

 Oltre al presidente della commissione dell'Unione africana Mohammed Ali Youssouf, al presidente dell'Ua e dell'Angola Joao Lourenço, al primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, interverranno fra gli altri il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, il presidente della Banca africana di sviluppo Sidi Ould Tah, e la direttrice esecutiva della Banca mondiale Anna Bjerde.

  Alla vigilia del summit, il ministro degli Esteri etiope Gedion Timothewos ha esortato i governi africani a fare scudo rispetto a "mosse predatorie" di attori esterni. Esattamente l'approccio opposto è predicato dal governo italiano, che propone il Piano Mattei come "modello di sviluppo condiviso, da pari a pari, scevro da approcci paternalistici o caritatevoli".

  Una strategia, sottolineano fonti diplomatiche, non più solo italiana ma anche europea e internazionale. In un progetto per la gestione delle acque in Marocco sono coinvolti anche Bruxelles, Berlino e Parigi, che a sua volta sta guardando anche oltre il Maghreb: ha appena ristrutturato il debito con l'Etiopia, e a maggio per la prima volta il vertice Francia-Africa si terrà in un Paese non francofono, il Kenya.
  
   

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