Meloni e 21 leader Ue: 'Vertice su Ceuta'. E' scontro con Sanchez

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L'unico passaggio comune è la necessità di una "risposta europea". Ma divergono su tutto il resto le due missive recapitate a Bruxelles, l'una a firma di Pedro Sanchez, l'altra di Giorgia Meloni e altri 21 leader Ue, per chiedere, entrambe, una riunione "urgente" di ministri dell'Interno dei 27 per fare fronte all'emergenza migranti di Ceuta. I 22 insistono però sull'opportunità di "rafforzare" o reintrodurre "temporaneamente" i controlli alle frontiere.


    Proprio quel gesto, adottato formalmente dall'Italia, che per il governo spagnolo è "imperdonabile" e dettato da "ignoranza o interessi politici".
    E' sabato mattina presto. A Ceuta prosegue il ritorno dei migranti in Marocco e in parallelo sale la conta dei morti in mare (a sera saranno 84). Sanchez chiede ai vertici europei un incontro a strettissimo giro, per "riaffermare" che la difesa dei confini esterni dell'Ue è "responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, non solo di quelli sulla prima linea dell'Unione". E attacca la reazione "asimmetrica" dell'Italia, che a differenza della maggior parte "dei governi che ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza", ha attaccato la Spagna, che pure "secondo Frontex, è uno dei confini esterni meno permeabile dell'Unione europea".


    Certo, la lettera promossa da Meloni insieme alla danese Mette Frederiksen ha tutt'altro tono: l'idea nasce già venerdì, i contatti diplomatici portano altri 20 paesi alla firma. Da ultimo anche di Friedrich Merz, che comunque è tra i paesi che partecipano all'ormai abituale riunione sui migranti che si svolge a margine dei Consigli europei. Ma si va oltre la quindicina di paesi "likeminded". Tutti a chiedere con urgenza alla Ue di fare un punto - i ministri dei 27 si collegheranno in call martedì. Perché le immagini degli arrivi in massa a Ceuta agitano le opinioni pubbliche di mezza Europa, e fanno il paio con la regolarizzazione di massa operata dal governo spagnolo, mal digerita da molti partner europei, che pure viene citata nella lettera. In cui si chiede "una risposta europea coordinata, rapida ed efficace" su tutti i fronti, comprese quelle scelte, come le regolarizzazioni che "possono costituire fattori di attrazione" per le migrazioni irregolari. I 22 riconoscono gli sforzi della Spagna con il Marocco "per garantire il rapido rimpatrio" e danno la disponibilità a sostenere lo sforzo spagnolo mettendo in campo "gli strumenti dell'Ue disponibili". A partire da Frontex e, appunto, da una valutazione sul ripristino dei controlli ai confini, "se necessario".
    Si tratta di "un segnale importante" non manca di sottolineare Meloni sui social, perché "la linea che l'Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di nazioni europee". Una linea condivisa da Lega e FI, perché, dice Antonio Tajani postando un video del '97 di un Silvio Berlusconi in lacrime davanti ai migranti albanesi, quello che serve è una migrazione "regolare e pienamente integrata" mentre "la sinistra ideologica dà l'illusione che ci sia posto per tutti". C'è il "fallimento totale delle politiche dell'accoglienza indiscriminata" nel mirino del centrodestra italiano che vede nella crisi di Ceuta "il risultato del buonismo irresponsabile del premier socialista Sanchez".


 
    Che si tratti di una mera operazione "di politica interna" in chiave anti-Vannacci è invece convinta l'opposizione mentre la Cei, per voce del presidente Matteo Maria Zuppi invita ad affrontare la questione dell'immigrazione con "tanta solidarietà fra tutti" perché "se qualcuno rimane con il cerino in mano, ci bruciamo tutti e questo è sempre vero".
   

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