Max come Trap e Rabiot alla Platini? E il Milan scopre il gusto di essere francese

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Tra la prudenza di Allegri e la spinta di Adrien i rossoneri possono cambiare pelle

Gliel’hanno chiesto e a Michel Platini è scappato da ridere: "Allegri come Trapattoni? È buffo… Però capisco una certa logica: se non prendi gol, porti a casa almeno un punto. Se ne segni 3, puoi anche perdere la partita". Però non è mai stata la sua logica. "Io rompevo le palle. Andavo dal Trap con Boniek e gli dicevamo: 'Perché non attacchiamo di più? Ne segniamo uno e poi proviamo a farne altri'”. Abbiamo cambiato la tradizione della Juve, siamo diventati più francesi". Bologna ha rinfrescato il ricordo. Allegri smoccolava contro il lezioso Estupinan: "Non siamo una squadra da colpi di tacco!" e sul 3-0 continuava a raccomandare di tener palla, gestire e non ripartire sempre in verticale. Al termine, invece, Rabiot ha detto più o meno il contrario: "Ci siamo accontentati del risultato, potevamo segnare di più, ci siamo abbassati troppo". 

un altro milan?

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Max tira indietro il Milan, Adrien lo spinge avanti. Come Trap e Platini. Contrasti? No, dialettica. Dalla dialettica Trap-Platini nacque una delle più belle Juve di sempre. Da questa può nascere un altro Milan. Come intuito a Bologna. "Più francese", direbbe Platini. Il francese Rabiot, gol e assist al Dall’Ara, cresciuto nella grandeur parigina, ispirato da De Zerbi, è l’anima della trasformazione, spalleggiato da Modric, nato per dominare, e dal crescente Nkunku, altro francese. Prudenza (Max) e coraggio (Cavallo Pazzo) sono un binomio di successo. Fatta la tara di un Bologna indifendibile, se il Diavolo, con Leao e Pulisic, confermerà questa evoluzione di qualità, l’Inter dovrà alzare la guardia, perché la bellezza spaventa più dei muscoli.

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