È un colloquio denso di speranza e rivolto all'apertura verso l'altro, al dialogo, quello che si è tenuto a Milano tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'archistar e senatore a vita Renzo Piano. Con una raccomandazione alla politica a praticare di più l'ascolto, che è la strada per la pace, e anche la "bellezza delle convivenza".
Pubblico d'eccezione al Politecnico, dove ha sede anche la Fondazione Renzo Piano, circa 20 giovani studenti che hanno ascoltato la lezione dell'archistar genovese, 'Arte del costruire', che è poi diventata un dialogo con il Capo dello Stato sui giovani, sul senso della conoscenza, sul valore dell'errore e del dubbio per la crescita personale e non solo.
Il presidente ha voluto iniziare così, con un faccia a faccia alla presenza dei giovani, "che sono pieni di passione", la sua giornata milanese, che è proseguita con le celebrazioni per gli 80 anni della riapertura del teatro alla Scala, dopo i danni causati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. E oggi, in uno scenario internazionale contraddistinto ancora da tensioni e guerre Mattarella ha esortato la politica ad ascoltare di più.
"Ascoltare è la strada per la pace - ha rimarcato il presidente -. Anche nella dimensione internazionale, se ascoltassero un po' di più ne avremmo un grande vantaggio". Quella che dovrebbe essere un'attitudine "semplice", ascoltare, "invece e' sempre stata incomprensibilmente un'arte difficile - ha aggiunto -. L'ascolto dovrebbe essere una attitudine delle piu' praticate. Ascoltare tutti, sempre, non e' una cortesia, ma un arricchimento indispensabile".
Tra le tavole e i plastici dei progetti che Renzo Piano cura in giro per il mondo, soprattutto nelle periferie, il presidente della Rubblica ha esortato i giovani a mettersi alla prova, a "sottoporsi continuamente ad autoverifiche" nel segno del valore del dubbio.
"Il sottoporsi al beneficio del dubbio costantemente aiuta a trovare la strada migliore perché non c'è peggio della presunzione di andare avanti in maniera ottusa: il dubbio evita il rischio di essere cementificato nelle apparenze", ha detto Mattarella che ancora una volta ha portato il suo intervento sulla politica. "Sottoporsi a verifiche costanti - ha aggiunto - è uno degli ingredienti fondamentali della democrazia".
Renzo Piano, che invita spesso personalità di rilievo ad assistere alle sue lezioni, ha spiegato al Capo dello Stato il suo metodo di insegnamento, in cui gli studenti sono chiamati ad osservare i suoi progetti per migliorarli e trovare degli errori. "Immancabilmente ne trovano uno - ha osservato il senatore a vita -. Facendo così il professore si scopre come uno che fa anche lui degli errori".
E proprio sul senso dell'errore Piano ha invitato Mattarella a riflettere. "Una quantità di scoperte fondamentali che hanno fatto avanzare la conoscenza sono dovute a errori di ricerca - ha spiegato il presidente - quindi sbagliare è prezioso, perché c'è il coraggio dell' ostinazione e perché spesso apre strade diverse e fa riflettere". Renzo Piano ha dedicato la sua professione anche al 'rammendo' delle periferie per cercare di sanare quelle fratture sociali che si sono create nelle città anche per come sono state progettate. "C'è bisogno di portare bellezza nelle periferie", ha ragionato Piano. E Mattarella gli ha dato ragione perché "la bellezza è davvero il parametro della vita". Quello che dovrebbe fare anche la politica, "perché ci sono differenze tra un bel progetto e uno brutto - ha concluso -, ed è vero che l'obiettivo della politica è quello della bellezza della convivenza".
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