Il campione spagnolo ha dovuto fare i conti con un limite che non può più essere nascosto. Il Gp del 30 agosto ad Aragon diventa già uno spartiacque
Soffrire, stringere i denti, resistere. L’epica c’è. Ma fino a quando Marc Marquez riuscirà a lottare contro i suoi dolori? Per ora il pilota della Ducati ha solo messo lo sguardo in modalità confessione: "La gomma era ok, io...". Non servono rulli di tamburi per capire, come ha detto lui, che "il fisico non era a posto, ho rischiato di cadere, non avevo il controllo del braccio destro". L’amara Silverstone per Marquez diventa motivo di analisi. E confessione. Lo ha fatto nel nuovo episodio di "Inside Ducati Lenovo Team". La gomma, ha detto ancora Marquez, "andava meglio. Ma fisicamente non c’ero. Provavo a controllare, ma rispetto alle prove perdevo l’anteriore nelle curve 1 e 9 e non mi è piaciuto". Il pilota di punta della Ducati, il più importante a livello mondiale, che sta cercando di inseguire per recuperare punti in campionato, è improvvisamente diventato un rebus. Prima della pausa estiva, Marquez sembrava aver risolto gran parte dei suoi problemi. La ripresa delle attività in Gran Bretagna ha invece rivelato nuove e dolorose verità. Il 30 agosto, con il Gp di Aragona, ne vedremo delle nuove.
viaggio interiore
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Dalla doppia vittoria al Sachsenring ai dolori di Silverstone: Marquez (anche l’altro pilota, Pecco Bagnaia) ha bisogno di capire se stesso. Non sembra più sufficiente parlare "dell’amico ghiaccio", quei post in cui lo spagnolo mostrava il suo braccio immerso in vaschette fai-da-te riempite di freschezza. Adesso ci vuole di più. Marquez ha una vocazione alla resilienza, parola perfetta negli anni Duemiladieci. Non basta. Adesso dovrà capire come gestire i dolori al meglio. L’intrigo, come sempre, è internazionale. Simon Patterson, in un altro podcast, quello di The Race, pare abbia avuto modo di parlare con diverse persone nel paddock proprio delle condizioni fisiche di Marquez. È venuto fuori questo: "Ho parlato con alcune persone vicine a Marc, nel suo entourage, che mi hanno detto che la situazione non è così rosea, che ha ancora parecchi problemi alla spalla". C’è persino chi dice che Marquez stia provando a evitare il problema. Ma è ingiusto: uno sportivo del suo calibro sa quando è il momento di affrontare i problemi.
dare il massimo
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Adesso, con il quarto posto nel Mondiale, l’unica cosa da fare per Marquez è capire come muoversi. E anche come affrontare i problemi tecnici avuti a Silverstone. Il brusco degrado dello pneumatico posteriore, che gli ha impedito di cercare un exploit, è un altro problema non da poco: "La gomma posteriore è calata dal terzo giro ed era inguidabile: era impossibile piegare e aprire il gas. Sul lato, sembrava una gomma da bagnato. Non avevo mai avuto questa sensazione con questo pneumatico e non riuscivo a guidare", ha spiegato Marc ai suoi ingegneri. Da chi mette benzina sul fuoco a chi il fuoco lo vuole spegnere. Gigi Dall’Igna, saggio come sempre, ha spiegato che dietro le macerie di Silverstone non c’è "niente di particolarmente preoccupante". Un episodio, tutto qui. "Prendiamo atto di un circuito che ci riporta bruscamente alla realtà di un campionato combattuto contro avversari forti e indomabili. Ora la priorità è ritrovare lo spirito che avevamo prima della pausa estiva e metterci il cuore, oltre a dare il massimo, come sempre".








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