Marc Marquez lo nega, ma Martin non vede distacchi dall'Aprilia. La Ducati è davvero tornata?

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A Jerez la rossa ha vinto la prima gara del suo 2026 grazie al Team Gresini: il campione del mondo della squadra ufficiale dice però che la squadra non è competitiva per il titolo, parole smontate dai rivali di Noale

27 aprile - 17:50 - JEREZ (SPAGNA)

Rischia di diventare un Mondiale pieno di enigmi, oltreché un bel po’ avvincente e probabilmente incerto. Dunque, in definitiva, molto affascinante. Il grande reset, “il vero inizio del Mondiale”, come si ripete stucchevolmente quando si parla in generale del primo gran premio europeo dell’anno e di Jerez in particolare, ha detto che la Ducati si è rilanciata, rinfrancata. Come altro potresti definire una casa che fa tripletta nella gara sprint e poi piazza due moto sul podio la domenica? Tanto più che i primi tre gran premi della stagione avevano sollevato dubbi e la lunga attesa di quattro settimane non aveva fatto altro che renderli più fastidiosi. Ecco, il GP di Spagna, in quanto a risultati, diresti che li ha, se non proprio dissipati, di certo in buona parte chiariti. Eppure, a fronte di risultati così confortanti, l’uomo più rappresentativo del team, il campione del mondo Marc Márquez, dice: “Se andiamo avanti così non siamo da titolo. Non possiamo esserlo perché alla fine di ogni weekend, la domenica, perdiamo punti. E quando succedono cose così significa che ti manca qualcosa”.  

parole stonate

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Eppure la prestazione pare esserci stata, a prescindere da quello che riescano o non riescano a fare l’Aprilia e Marco Bezzecchi. Per cui stona quel che dice Marc. Sembra strano anche considerando tutte le cautele che occorrono per interpretare le sue dichiarazioni. Perché, intendiamoci, Marc è l’ultimo pilota e forse anche l’ultima persona al mondo da cui ti aspetti che potrebbe arrendersi, quindi anche a fronte di una temporanea presa di coscienza dei propri limiti e di quelli della sua squadra, tutto può essere tranne che una resa. Anzi, magari è proprio un tentativo di dare la scossa all’ambiente, di far notare a un team da quattro anni campione e dominatore del mondo che la gloria non vive di rendita. Non che a Borgo Panigale nessuno si sia illuso di niente del genere, Gigi Dall’Igna e i suoi non sarebbero dove sono se fossero inclini a cullarsi sulle soddisfazioni. Il punto è cercare di capire fino a che punto Marc Márquez sia davvero sincero nelle dichiarazioni e non un tattico. Certamente è stato lui il primo a dire che la valutazione è tale per il momento attuale: non siamo da titolo in questo momento, intendeva dire. 

maestro di pretattica

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Del resto lui della pretattica, lo abbiamo capito da tempo immemorabile, è un maestro. Però che qualcosa non quadri è evidente. Prendiamo un’altra sua dichiarazione resa nel corso del fine settimana di Jerez: “Mio fratello Alex qui è in grado di dare tre-quattro decimi a tutti”. Parole pronunciate in avvio di fine settimana. E poi, evidentemente, supportate dai fatti. Marc ha detto esattamente quello che poi avremmo visto. E anche domenica, parlando del sorpasso subito dal fratellino, ha detto: “Non ho lottato più di tanto perché sapevo bene che lui ne aveva di più. Se non mi avesse passato in quella, lo avrebbe fatto in una qualsiasi delle curve successive. Non era con lui la mia lotta. Il mio livello era da terzo-quarto posto”. Ma come? Da quand’è che Alex è così tanto irresistibile? È vero, a Jerez aveva vinto anche lo scorso anno. E Jerez a Marc piace più per il tifo e l’atmosfera che non per il tracciato, ma quando mai era accaduto che il fratellino fosse inevitabilmente, senza discussione, più forte del fratellone? Si potrebbe immaginare un improvviso miglioramento del piccolo Márquez, sulla scia della grande stagione 2025 potrebbe anche starci, e infatti Marc ha anche sottolineato: “Sulle curve a destra è sempre stato molto forte, adesso quelle a sinistra le fa… come le faccio io…”. Cioè, come nessun altro al mondo. E allora magari è veramente una questione solo di circuito diventato tanto favorevole ad Alex, tanto più che nei precedenti tre gran premi di stagione, in Thailandia, Brasile e Texas, non è che avesse fatto granché, non è mai andato oltre il sesto posto. 

condizione fisica

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Ugualmente, che Marc si dichiari e poi in effetti si dimostri a lui tanto inferiore risulta parecchio strano. Per tutta la prima fase del campionato si è parlato molto delle sue condizioni di salute e dei postumi dell’infortunio che ha patito lo scorso anno in Indonesia, ma arrivando in Andalusia, e in più momenti del fine settimana di Jerez, ha detto e ribadito di essere a posto, di sentirsi al 100%. Quindi, se la moto che ha è in grado di vincere come ha dimostrato suo fratello, perché il suo livello è da “terzo-quarto posto”? Dovrebbe, potrebbe venire in aiuto un confronto con Bagnaia, ma di questi tempi Pecco non è certo quello che puoi prendere a riferimento, è troppo ondivago il suo rendimento. E in più domenica ha avuto anche quell’“inconveniente” all’anteriore che ha buttato tutto all’aria. C’è stata una frase pronunciata nel weekend che ha fornito una chiave interpretativa del Mondiale, di sicuro del Mondiale fin qui ma presumibilmente anche da qui in avanti. L’ha pronunciata Jorge Martin. A chi gli ha chiesto se la Ducati, a suo parere, avesse un po’ o del tutto chiuso il gap nei confronti della sua Aprilia, Jorge ha risposto: “Gap? Quale gap? Non c’è nessun gap, anzi forse non c’è proprio mai stato. Ci sono stati momenti e situazioni in cui gli equilibri sono stati diversi una volta dall’altra. Ma le nostre moto sostanzialmente si equivalgono, questo è un campionato di piloti”. Gran bella sensazione sentirselo dire. Solo che di solito, quando è così, c’è uno solo che svetta, ed è Marc Márquez. Ci sono stati campionati, in passato, in cui è stato capace di vincere il titolo senza avere la moto migliore, figuriamoci come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare a parità di moto. E invece dice: “Il mio livello è da terzo-quarto posto”. È stata una questione solo di Jerez? I test in corso in queste ore sul circuito andaluso forniranno pezzi e soluzioni per una svolta? Appuntamento a Le Mans per le nuove risposte.

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