A Londra il keniano firma un’impresa storica in 1h59’30” con le Adidas Adizero Adios Pro Evo 3, simbolo della nuova frontiera tecnologica. Lo stesso modello era ai piedi di quattro dei primi cinque arrivati, compreso Kejelcha, secondo in 1h59’41”
Le condizioni meteo ideali (12 gradi alla partenza, 16 all’arrivo), con vento a favore negli ultimi 8-9 chilometri. Il lavoro perfetto delle lepri (fino a poco prima del 25° km). Il cast stellare, che in testa ha stimolato ritmi folli e l’etiope Yomif Kejelcha, debuttante sulla distanza, perfetto sparring partner sino a circa 1200 metri dal traguardo e poi secondo in uno strabiliante 1h59’41”. I rifornimenti a base di carboidrati liquidi, sempre più sofisticati. Sono tanti gli “ausili” - tutti perfettamente leciti, sia chiaro - che, in dote al 31enne keniano Sabastian Sawe, atleta fuori dall’ordinario, domenica a Londra, per la prima volta nella storia, hanno ufficialmente portato a infrangere il muro delle due ore in maratona: 1h59’30”. Sono cifre già scolpite nella pietra. Ma c’è un altro “sostegno” che, nella realizzazione dell’impresa, ha pesato più di tutti gli altri: le scarpe di nuova generazione. Nuova fino a un certo punto, visto che l’introduzione risale ormai a una decina di anni fa. Ma la relativa evoluzione è sempre più dirompente.









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