Una delle chiavi del recente record di Sawe è la capacità di alimentarsi al meglio prima e durante la gara: anche questo ha comportato uno specifico allenamento
Una delle chiavi dell’exploit di Sabastian Sawe è la capacità di alimentarsi al meglio prima e durante la gara. Anche in questo senso nulla è lasciato al caso. Gli atleti del gruppo guidato da Claudio Berardelli, come tanti altri (per esempio quattro dei primi cinque di Londra, l’etiope Yomif Kejelcha escluso, che si appoggia alla spagnola Santa Madre), collabora con Maurten, azienda leader svedese con base a Göteborg. Alcuni loro specialisti, nel corso dell’ultimo anno, hanno seguito Sawe e il suo team in Kenya per 32 giorni, in sei diversi periodi. Lo hanno “allenato” a assorbire e tollerare (cioè digerire) il carico di grandi quantità di carboidrati liquidi, simulando prototipi di giorni-gara durante normali sedute di allenamento.
la colazione
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La tecnologia degli idrogel sviluppata negli ultimi 10 anni, permette a un atleta di ingerire 90/120 grammi di carboidrati liquidi in un’ora senza disagi gastrointestinali. Viene inoltre utilizzato il bicarbonato di sodio per neutralizzare l’accumulo di acido lattico, causa della sensazione di bruciore ai muscoli durante gli sforzi ad alta intensità. Sawe, tramite specifici prodotti (Drink Mix), assunti dai giorni precedenti la gara, usa entrambi. Tenendo presente che l’atleta, per sua ammissione, a colazione ha consumato due fette di pane con del miele e ha bevuto del té.









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