"Nel corso della campagna
referendaria c'è stato uno spostamento di prospettiva: prima il
rischio era la riforma in sè, oggi diventa la futura legge di
attuazione. Io mi auguro che i magistrati che sostengono le
ragioni del no non usino gli stessi criteri quando giudicano i
cittadini perchè questo si chiama processo alle intenzioni.
Concordiamo mi pare a questo punto sul fatto che dal testo della
riforma non emerge nulla che intacchi l'autonomia e
l'indipendenza della magistratura, che non ci sia una sola
virgola, una sola espressione, un solo comma, un solo articolo
da cui si possa ricavare la subordinazione futura della
magistratura alla politica. La legge attuativa non può
discostarsi da questi principi contenuti nella riforma,
altrimenti sarebbe incostituzionale. E noi non vogliamo fare la
legge attuativa da soli, chiederemo valutazioni, suggerimenti e
proposte a tutte le parti in causa, inclusi i rappresentanti
della magistratura. Tutto questo sarà sottoposto all'attenzione
del Parlamento e quindi della Corte Costituzionale".
Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Alfredo Mantovano a 24 Mattino, su Radio 24, parlando del
sorteggio e della lista per l'elezione del Csm prevista nella
riforma Nordio.
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