Il presidente della Figc e Mancini - annunciato come prossimo ct dell'Italia - insieme avevano vinto la Coppa Canottiere con la maglia del Circolo Aniene: "Io in coppia con Roberto in campo e nella vita", aveva detto Malagò. Adesso lo saranno anche in Nazionale. Nella stessa squadra anche Andrea Abodi, ministro dello sport
In una certa parte di Roma funziona così. Amicizie, rapporti, giochi di potere. Dal Tevere ai Parioli fino al centro della città. E i Circoli sportivi non sono altro che il teatro dove mettere in scena affari, accordi, trattative. Tra una partita di Padel, una nuotata e torneo di calcetto, diventano veri e propri salotti di potere. A maggior ragione se uno dei soci e presidente onorario diventa il numero uno della Federcalcio: non male averlo come compagno in doppio o a calcio a cinque.
il centro del suo mondo
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I Circoli diventano quindi centri d'appartenenza. I soci si sfidano ai tornei, pieni zeppi di ex calciatori, imprenditori, politici. Centri esclusivi in cui si può entrare solo rispettando determinate regole. Eccoci alle amicizie, appunto. Per entrare bisogna essere presentati ufficialmente da parte di uno o più soci anziani del circolo (ad esempio, con almeno 5 anni di anzianità sociale) e poi l’ingresso deve essere approvato dal Consiglio direttivo. Oltre, ovviamente, a un ingente quota iniziale da versare per diventare socio. E il Circolo si vive come una seconda casa, una famiglia aggiunta. Ci sono rivalità interne tra i Circoli stessi. Così vicini e allo stesso tempo così lontani. Canottieri Roma contro Lazio, Aniene contro Parioli. Eccoci nel centro di potere della Roma bene. Malagò è abituato così. Ed è pronto a trapiantare il modus operandi anche in Nazionale, affidandosi ad amici e fidi scudieri. Chi può capirlo meglio di due romani - uno acquisito, l'altro doc - come Mancini e Ranieri?
giovanni e il mancio
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Per Giovanni l’Aniene è molto di più di un Circolo. E Roma molto più di una città. È il centro del suo mondo, fulcro della bolla. “Sono nato qui da dirigente. L’Aniene è orgoglio, storia, passione e sentimenti”, aveva detto in occasione dei 130 anni del Circolo. Cinque giorni fa, in piena bagarre per l’elezione del ct, Malagò e Mancini si erano ritrovati in campo insieme nella Coppa Canottieri Over 60. Giovanni ha preso un palo, Mancio ha infilato cinque gol e ha trascinato la squadra alla vittoria: 8-3 contro il Canottieri Lazio di Bruno Giordano. Poi al fischio finale sono apparsi sorridenti, con tanto di foto con la Coppa. “Io in coppia con il Mancio? - aveva detto Malagò prima della finale - lo siamo in attacco e nella vita, prescinde da tutto”. Da oggi lo saranno anche alla guida della Nazionale. E infatti non è di certo la prima volta che giocano e vincono insieme. Anzi, vengono visti spesso insieme all’Aniene, oltre che a eventi e cene. Curiosità: nello stesso Circolo e nella stessa squadra gioca anche Andrea Abodi, ministro dello Sport. Poi c’entra anche la questione tifo. Per Malagò - dichiarato romanista - sarà un onore e un piacere accogliere in Nazionale Ranieri, non il tipo da circoli, ma simbolo del romanismo più verace e autentico. Voci di corridoio dicono che l’avrebbe chiamato e che sarebbe felicissimo di lavorarci insieme.
romanità
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La parola del giorno è quindi romanità. Difficile, forse, da comprendere a pieno per chi è nato fuori dal Raccordo. Non è una questione di provenienza, o almeno non solo. È un discorso che comprende amicizie, accordi, cene, tornei di tennis e di padel. Qui si consumano intrecci e trattative. È una prassi consolidata. Compreso l’affaire Mancini e la nomina del nuovo ct. Niente di nuovo per chi è abituato in questo modo. D’altronde, in quella parte di Roma, funziona così da generazioni.










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