Non sono ammesse partecipazioni in due società professionistiche, quindi se i calabresi salissero in Lega Pro, il presidente dovrebbe scegliere tra loro e la Lazio
Claudio Lotito è a un passo dall'allargare nuovamente la sua corte calcistica, aggiungendo alla Lazio la Reggina. Il presidente biancoceleste ha voluto puntare sullo storico club calabrese che oggi milita in Serie D e il regolamento federale sulle multiproprietà non lo proibisce. Almeno finché la situazione resta questa.
le norme
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Diamo allora un'occhiata alle norme. Lo Statuto Figc (art. 7) e le Noif (art. 16 bis), modificati dal Consiglio federale del 30 settembre 2021, vietano qualsiasi partecipazione societaria in più di un club professionistico "con l’obbligo di tempestiva dismissione, pena decadenza dell’affiliazione, per quelle società che dovessero salire in Lega Pro dalla Serie D". Soltanto per i casi già esistenti (all'epoca erano due, Verona/Mantova e Napoli/Bari, ormai resta solo il secondo) era prevista una deroga, inizialmente fissata per l’inizio della stagione 2024/2025, poi slittata alla partenza di quella 2028/29. Dunque non vale nel caso in questione.
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Nella vicenda di Lazio e Reggina tutto è in regola fino all'eventuale promozione dei calabresi in Serie C. A quel punto Lotito si troverà davanti a un bivio, esattamente come quando nel 2021 la sua Salernitana aveva raggiunto la Lazio in Serie A. Quel divieto di multipriorità nella medesima competizione è stato poi allargato a tutto il settore professionistico, quindi dalla Lega Pro in su. Forse Lotito spera che la norma cambi, ma al momento il nuovo presidente Figc Giovanni Malagò ha chiuso così la questione: "C’è una norma che non ho fatto io, che esiste ed è stata approvata da un Consiglio federale. Ci sono state varie vicende, anche proroghe. Personalmente non mi sembra che oggi questo sia la priorità".







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