Lite stradale, muore 45enne. Arrestati due fratelli

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La vittima, un fruttivendolo, era in auto con moglie e figlio. È morto qualche ora dopo in ospedale a Partinico. Un testimone: "Ho avuto paura"

31 marzo - 15:46 - MILANO

Una lite per motivi di viabilità, un morto, due fratelli in manette. A scatenare il tutto motivi inconsistenti. Tragedia della strada a Partinico in provincia di Palermo. A perdere la vita è stato Gioacchino Vaccaro, fruttivendolo di 45 anni, arrestati con l'accusa di omicidio preterintenzionale sono Leonardo e Antonino Failla di 43 e 30 anni.

ricostruzione

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Secondo la ricostruzione domenica 30 marzo la famiglia Vaccaro era in auto di ritorno a casa da un pranzo. La vettura era in via Frosinone a circa 300 metri dalla meta. Secondo quanto riferito dai legali della famiglia, e riportato dal Giornale di Sicilia, "alla guida c’era la signora quando la macchina di uno dei Failla, che viaggiava dietro, ha iniziato a suonare il clacson invitandoli ad accelerare. Poi li ha superati e ha bloccato loro la strada. Ne è nata una lite violenta: Vaccaro, la moglie e il figlio sono stati aggrediti. Alla discussione si è aggiunto l’altro fratello Failla, arrivato successivamente. Sono volati pugni, poi ciascuno è tornato a casa propria". In precedenza erano circolate altre ricostruzioni. Comunque dopo la lite Vaccaro è stato portato all'ospedale Civico di Partinico dove poi è morto. In serata si sono costituiti presso la caserma dei carabinieri i fratelli Failla. La squadra mobile e le i carabinieri di Palermo hanno ipotizzato l'accusa di omicidio preterintenzionale. 

la versione dei fratelli

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Differente la versione che i due fratelli hanno fornito. Si sono poi presentati in caserma per raccontare la loro versione dei fatti sostenendo di essersi solo difesi e che ad aggredirli violentemente era stato per primo il figlio della vittima a cui poi si era aggiunto il padre. I Failla sono figli di un ex giocatore di calcio del Partinicaudace, formazione di Eccellenza, molto noto in paese.

testimone

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"Ho visto che si davano legnate e che le mogli cercavano di dividerli, si picchiavano solo con le mani, non ho visto armi". È quanto racconta una persona che ha assistito alla lite in strada. Parla chiusa in casa, ha paura di raccontare quello che ha visto. "Stavo stendendo i vestiti quando ho visto la rissa - dice - Volevo chiamare i carabinieri, ma il telefonino lo avevo dall'altro lato dell'abitazione. C'erano delle macchine davanti. Ho visto solo che si picchiavano". Ma c'erano altri testimoni? "Chi passava se ne andava via - aggiunge - Ognuno si spaventa perché rischia la vita. Ormai camminano tutti armati. Ho avuto paura pure io".

incontro con il prefetto

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Il sindaco di Partinico Pietro Rao dice di avere "chiesto un incontro con il prefetto perché è necessario una presa di posizione forte e un controllo straordinario del territorio. Morire in questo modo non è possibile". "L'anno scorso - aggiunge - abbiamo perso un ragazzo di 20 anni, oggi di 45 anni. Futili motivi. Si muore perché uno viene rimproverato? Siamo alla follia. È necessario far pesare la presenza dello Stato. Conoscevo il suocero e il cognato. Vaccaro era una persona per bene. Siamo preoccupati dobbiamo passare ai fatti. I cortei non servono più. Lo Stato deve essere presente per mettere freno a questi bulletti che vanno in palestra e pensano di essere padri eterni e non hanno il valore della vita".

La Gazzetta dello Sport

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