Lisa Kudrow: "Con Friends la gente ci odiava, ora ritorno con The Comeback"

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L'attrice arriva il 23 marzo su Hbo Max Italia con la terza e ultima stagione della serie co-creata con Michael Patrick King

 - Photograph by Courtesy of Hbo - Photograph by Courtesy of Hbo

20 marzo 2026 | 13.35

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Che sia l’eccentrica Phoebe di 'Friends' o la resiliente e goffa Valerie Cherish di 'The Comeback', il suo volto è ormai scolpito nell’immaginario pop. Due personaggi diversi tra loro, ma uniti dall’irresistibile comicità di Lisa Kudrow. L’attrice torna ora sul piccolo schermo con la terza e ultima stagione di 'The Comeback', che in Italia debutta il 23 marzo su Hbo Max. Gli otto episodi saranno pubblicati con cadenza settimanale fino al gran finale, previsto per lunedì 11 maggio. I nuovi episodi arrivano a dodici anni dalla seconda stagione, andata in onda nel 2014, e a ventuno dalla prima, trasmessa nel 2005. Kudrow - co-creatrice della serie insieme a Michael Patrick King – torna nei panni di Valerie Cherish, una star di sitcom in declino, famosa negli Anni 90, che cerca disperatamente di riconquistare il successo. Quando 'The Comeback' debuttò, Valerie tentava di sopravvivere all’ascesa dei reality show, un cambiamento che minacciava di relegare le serie televisive a un ruolo marginale. "Questo personaggio è molto importante per me e questa serie è la cosa migliore che io abbia mai fatto", racconta l’attrice in occasione di un incontro stampa riservato a pochi giornalisti.

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Oggi, vent’anni dopo, Valerie si ritrova ad affrontare una nuova minaccia: l’intelligenza artificiale. "Così come i reality show, all’epoca, sembrarono minacciare l’estinzione delle serie tv, oggi si avverte la stessa sensazione nei confronti dell'Ia", osserva. La decisione di riportare in scena Valerie – spiegano i co‑creatori – non nasce dalla nostalgia, ma dalla necessità di trovare un’idea abbastanza forte da giustificare il ritorno della serie. "Avevamo bisogno di una chiave per osare", afferma King, spiegando che quella "chiave" è stata il casting di Valerie in una sitcom interamente scritta dall’intelligenza artificiale. L’urgenza era palpabile anche dietro le quinte. "Il nostro obiettivo era andare in onda prima che uno studio ammettesse di usare l'Ia", rivela King. Un’idea che attinge direttamente all’ansia collettiva attorno a questa tecnologia. Alla domanda se la serie comica si ispiri all’industria di oggi, Kudrow risponde: "È lo specchio dell’inferno quotidiano in cui viviamo ora". E aggiunge che la comicità "nasce dalla paura collettiva". Nonostante ciò, è convinta che l'Ia "non prenderà il sopravvento su tutto": una dichiarazione che suona come un manifesto, un promemoria che la creatività umana non è negoziabile.

La serie, sempre tagliente e ironica, continua a essere un ritratto lucidissimo di Hollywood. "È praticamente un documentario", scherza King. E quando si parla di comicità, Kudrow non ha dubbi: "Non c’è niente di meglio che far ridere le persone. È curativo, catartico". King aggiunge: "È come trasformare il buio in spirito. È un dono per noi e per il pubblico". Durante l’incontro, inevitabile il riferimento a 'Friends'. Nella terza stagione di 'The Comeback' compaiono alcuni rimandi alla sitcom: "Non potevamo farne a meno, stavamo girando nello stage di 'Friends'", racconta Kudrow. Parlando invece delle critiche rivolte a Friends dopo la sua uscita – accusata di scarsa inclusività e di un cast "troppo bianco" – Kudrow ricorda come insieme ai suoi colleghi e alla troupe abbiano affrontato i momenti più difficili, segnati da una stampa ostile. "Ci fu un enorme contraccolpo quando andò in onda. La gente ci odiava", ricorda. "Così ci siamo riuniti e abbiamo detto: 'Ok, dobbiamo solo tenere la testa bassa, smettere di fare interviste e concentrarci sul nostro lavoro' Volevamo occuparci del compito che avevamo davanti e fare davvero il nostro mestiere: recitare le battute e portare avanti lo show", conclude. (di Lucrezia Leombruni)

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