Leo frena la Lega, 'difficile portare la flat tax a 100mila euro'

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Per la flat tax "penso sia difficile arrivare fino a 100mila euro". Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, padre della riforma fiscale, gela le speranze dei colleghi di governo della Lega, che da sempre - seppur con meno intensità nell'ultimo anno - accarezzano l'obiettivo di allargare ulteriormente la tassa piatta per i lavoratori autonomi. Ma tiene aperto uno spiraglio - sempre compatibilmente con le risorse - per l'ipotesi di completare il taglio delle tasse per il ceto medio.

Il tetto per beneficiare della flat tax al 15% è oggi di 85mila euro: lo alzò (da 65mila) proprio il governo Meloni con la prima manovra, nel 2023. Ma ora arrivare a 100mila, spiega Leo ospite di Bruno Vespa al Forum in Masseria 2026, significherebbe poter applicare la tassa piatta "solo ai fini delle imposte dirette e non ai fini dell'Iva, visto che il meccanismo Iva - che è una normativa europea cui ci dobbiamo adeguare - prevede il tetto a 85mila euro". "Quindi il di più penso sia complesso", avverte il viceministro di FdI, consapevole di toccare un tema caro agli alleati: "Capisco la legittima aspettativa dei colleghi della Lega, però - ripete - penso che sia complicato".

Sembrano invece più alte al momento le probabilità di estendere il taglio dell'aliquota Irpef anche per i redditi fino a 60mila euro. Che lo si voglia fare è fuor di dubbio: "Vogliamo fare un altro pezzetto di riforma, cioè cercare per coloro che hanno un reddito che va da 50 a 60mila euro di portare l'aliquota che oggi è al 43% al 33%". Il problema sono i soldi a disposizione. La misura, infatti, "costa 3 miliardi". La probabilità di trovarli, da uno a 10? "Direi 7", risponde Leo, che neppure incalzato da Vespa cede alla sua nota prudenza.

"Pistola alla tempia queste risorse riesce a trovarle sì o no?", chiede il giornalista. "Ni", risponde Leo che ironico aggiunge: "Vorrei essere un ministro senza portafoglio, loro si muovono meglio".

Per sciogliere il nodo delle risorse si guarda alla revisione autunnale dei conti pubblici, quando sarà più chiaro il quadro sul deficit: "se a ottobre le cose andranno bene potremo trovare le risorse per venire incontro". In parallelo, ha spiegato il viceministro, si lavora ancora a cercare spazi tra le pieghe delle tax expenditures": le 600 voci tra deduzioni, detrazioni, crediti di imposta, imposte sostitutive, agevolazioni ed esenzioni varie, da cui con un po' di "interventi intelligenti", il governo spera di "trovare un po' di risorse". Altro dossier che potrebbe trovare spazio nella prossima manovra è quello dell'accesso alla casa per i giovani. L'idea, ha spiegato Leo, è di abbassare dal 10% al 5% l'Iva sull'affitto, che si paga se il locatario è un'impresa di costruzioni. "Ovviamente anche qui si tratta di trovare le risorse - ha puntualizzato - però è un tema su cui noi stiamo ragionando". 
   

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