Crescita allo 0,5% quest'anno, anche se la revisione Istat dei conti per il primo trimestre farebbe segnare 0,6%, e in rallentamento a 0,4% nel 2027. Con un'inflazione che nel 2026 segnerebbe il 3,1%, sopra la media dell'area euro che si ferma al 3%, per poi assestarsi sul 2% nei due anni successivi.
E' il quadro delle nuove proiezioni macroeconomiche della Banca d'Italia che arrivano, come di consueto, subito dopo le staff projections di giugno presentate ieri dalla Bce a suffragio dell'aumento dei tassi. L'inflazione - si legge nel documento di Via Nazionale - supererebbe nel 2026 il 3% "riflettendo principalmente l'aumento dei prezzi dell'energia". Una revisione al rialzo di mezzo punto percentuale rispetto alle precedenti proiezioni che Bankitalia aveva pubblicato agli inizi di aprile.
La crescita, invece, viene confermata allo 0,5% per il 2026 come nelle precedenti proiezioni, mentre la Bce, per i 21 Paesi dell'area euro, ha limato a 0,8% da 0,9% precedente. Anzi: le nuove proiezioni italiane non includono i dati Istat del 29 maggio che alzano di 0,1 punti percentuali la crescita 2026.
Tenendone conto "la crescita del Pil nel 2026 si collocherebbe allo 0,6%". L'effetto dello shock energetico dovuto alla guerra in Medio Oriente si vede nel 2027, dove Bankitalia prevede ora una crescita dello 0,4% contro lo 0,5% indicato tre mesi fa. Mentre il 2027 vedrebbe una ripresina allo 0,9%, meglio dello 0,8% indicato ad aprile.
La spesa delle famiglie "si indebolirebbe significativamente", gli investimenti "risentirebbero dell'incertezza" geopolitica, l'export "rimarrebbe moderato nell'anno in corso" per poi tornare più sostenuto, rilevano gli economisti di Bankitalia. Nel complesso sono proiezioni dall'incertezza "elevata". E infatti sono corredate da uno scenario 'severo' col petrolio ipotizzato a 160 dollari e il gas oltre 100 euro per megawattora: il Pil segnerebbe 0,1% nel 2026, -1% nel 2027 e 0,3% nel 2028, perdendo 2,4 punti nel triennio.
L'inflazione segnerebbe 4,2%, 3,8% e 2,4% rispettivamente. C'è anche, come per le stime Bce, uno scenario 'più favorevole' che alzerebbe di 0,1 punti percentuali il Pil dello scenario principale sull'orizzonte a tre anni e taglierebbe l'inflazione di 0,2 punti. Per arrivarci, i prezzi di petrolio e gas "scenderebbero rapidamente" tornando prima della metà del 2027 ai livelli precedenti la guerra di Usa e Israele all'Iran.
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