Lazio e Inter da Mattarella: "In palio il risorgimento del calcio italiano. Tifosi, disarmate le parole"

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Le due finaliste di Coppa Italia in visita al Quirinale dal Presidente della Repubblica: "Due squadre con una lunga tradizione di successi"

Il saluto dei corazzieri accoglie Inter e Lazio al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a tutto l’alto comando dello sport italiano: il Ministro dello sport Andrea Abodi, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli e l’amministratore delegato Luigi De Siervo, e poi ovviamente dirigenti, giocatori, allenatori e staff delle due finaliste di coppa, Inter e Lazio. Tutti, rigorosamente, in giacca e cravatta.

al quirinale

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Prima dell’arrivo del Presidente, entrato intorno alle 16.40, i giocatori si sono guardati intorno più volte con curiosità. Calhanoglu ha effettuato una videochiamata con la famiglia per fargli vedere la sala, mentre Thuram ha scherzato con Akanji tenendo sempre gli occhi all’insù. Prima dei discorsi, poi, Marotta e Sarri hanno scambiato più di qualche parola. Erano tutti in prima fila: i due presidenti seduti vicini, così come gli allenatori e i capitani, con Chivu e Sarri e Lautaro e Zaccagni. Presenti anche i due d.s., Ausilio e Fabiani, Baccin e il figlio di Lotito, Enrico, direttore generale del settore giovanile biancoceleste. Tra loro anche Marco Guida, l’arbitro della finale, che ha regalato a Mattarella la maglia con cui dirigeranno il match. Lo stesso hanno fatto Chivu e Sarri con le divise dell’Inter. Lotito, invece, ha donato una medaglia raffigurante il primo storico scudetto biancoceleste nel 1974. “Con la speranza che sia il primo di tanti”, ha chiuso.

parla mattarella

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Il presidente Mattarella ha parlato così dell’evento in programma domani, abbracciando anche più temi, non solo legati alla Coppa Italia: “Spero sia un giorno di festa, manifesto dal fatto che ci saranno oltre 150 paesi collegati. Quello del calcio è un unico sistema, alimentato dalla passione sportiva. Ci accomuna tutti: calciatori, dirigenti, arbitri. Inter e Lazio hanno una lunga tradizione di successi. Sono d’accordo sulle parole di Sarri, cioè che si scende in campo per misurarsi con sé stessi, ancor prima che con gli avversari. La correttezza, la lealtà e il rispetto saranno assicurati. Spero che l’invito dell’arbitro Guida, di “disarmare le parole”, sia accolto anche dai tifosi. Bisogna disarmare anche i comportamenti, ma sarà un evento di grande sport. Rivolgo i miei complimenti all’Inter per lo scudetto appena conquistato. Concludo con una nota: esprimo un sentimento di rammarico. Noi competiamo con grandi trofei... ma tutti dentro i nostri confini. Io ho avuto il privilegio di aver seguito gli ultimi due mondiali vinti e l’Europeo. Stiamo vivendo un momento di pausa, e spero che ci sia presto una fase di rilancio, di ripresa. Non c’è in palio solo il trofeo, ma anche un risorgimento del nostro calcio".

sarri e chivu

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Queste le parole di Sarri, che ha preso la parola dopo Buonfiglio e Simonelli: “Un grande onore per me essere qui, in una sede così importante, che ci rappresenta tutti. Io parlo in rappresentanza del mio gruppo, staff e giocatori, ma parlo anche per la Lazio, che ha 126 anni di storia. Se parliamo di passione, motore per le nostre vite, mi considero molto fortunato, perché in tutti questi anni non ho mai avuto la sensazione di andare a lavorare, bensì di andare a coltivare una passione. Lo sport pretende di misurarsi con sé stessi, prima ancora che con gli avversari. Giocheremo contro una squadra forte, ma lo faremo con determinazione per cercare di dare una soddisfazione ai nostri tifosi. Anche se alla fine faremo tutti il tifo per la nostra passione, il calcio”. Poi è toccato a Chivu: “Per noi è un grande onore essere qui. La Repubblica Italiana riconosce il valore educativo dello sport, e per questo è importante essere qui. Abbiamo il compito di essere da esempio per chiunque ci segua. Cercheremo di onorare questa competizione mettendo in campo la miglior versione di noi stessi”.

l'arbitro guida

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Questo il pensiero dell'arbitro Guida invece: "Ripartiamo dal suo invito a disarmare le parole, mettere in discussione la figura dell’arbitro non significa colpire un ruolo. I giovani arbitri hanno bisogno di un esempio, capire che il loro tempo è prezioso anche quando si commettono errori. Solo così si cresce". Infine, ha aggiunto: "Il miglioramento nasce dall’esperienza. Decidere è parte essenziale del nostro compito, ci porta esposizione e difficoltà, talvolta.

buonfiglio e simonelli

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Il primo a prendere la parola è stato Buonfiglio, presidente del Coni: “Siamo qui con le due squadre finaliste. L’evento sarà seguito da centinaia di paesi e sarà una vetrina mondiale. Rappresenta la passione che c’è in noi. Chi non ha mai toccato un pallone? Chi non ha mai visto una partita? E questa passione si espande in tutte le case degli italiani, anche in quelli che risiedono all’estero. È giusto offrire questo spettacolo anche per loro. Siamo fieri del nostro calcio. Anche nei momenti difficili. E questo è uno di questi. Dobbiamo impegnarsi. Giocare è un privilegio e una responsabilità, perché i giocatori sono seguiti da milioni di ragazzi e ragazze. Il valore dello sport dev’è essere questo, quello del bene. Complimenti a chi ha vinto lo scudetto, ma anche alla Lazio. Arrivare in finale significa averci messo impegno, dedizione. E quando si arriva qui vuol dire che si è bravi”. Poi è toccato a Simonelli, presidente della Lega Serie A: “Il calcio fa parte della cultura del nostro Paese e unisce più tifosi. Il mio auguro è che il Presidente Mattarella sia presente per la premiazione il prossimo anno. Il calcio ha valori importanti come il rispetto e il gioco di squadra. La finale di Coppa Italia si conferma un grande evento".

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