Derby e gare Champions lunedì, ma la Serie A non ci sta

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Si accende il caos calendario in Serie A. Dopo l'annuncio della Lega, che lunedì aveva fissato il derby di Roma e le sfide Champions a domenica alle 12.30, oggi la prefettura capitolina ha cambiato i piani: stracittadina spostata a lunedì alle 20.45, con slittamento anche delle altre quattro gare per la concomitanza con la finale degli Internazionali di tennis.

E, posto che chi ha dato input per la formulazione dei calendario è stato quantomeno distratto nel non notare la contemporaneità di calendario tra campionato, tennis e anche Coppa Italia, la Lega Serie A protesta. In una nota arrivata in serata, infatti, la Lega Calcio "invita con forza le Autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio" della partita Roma-Lazio a lunedì 18, altrimenti "sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione". Sul tavolo c'è infatti la possibilità di presentare un ricorso al Tar, spettro agitato già immediatamente dopo la decisione della prefettura. Al centro c'è infatti il nodo della contemporaneità delle partite tra le squadre con gli stessi obiettivi, "caposaldo al quale la Lega Serie A non può certo abdicare, a garanzia del regolare svolgimento della competizione". Lo spostamento del derby Roma-Lazio a lunedì fa slittare anche tutte le altre partite coinvolte nella corsa alla Champions League: anche Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma (tutte previste come il derby domenica 17 alle 12.30) si dovrebbero giocare in contemporanea con la stracittadina romana. Una decisione che così "determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa", prosegue la Lega.

Che poi sottolinea "il timore dell'Autorità di ordine pubblico di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni". Senza dimenticare che la giornata sarà complicata dallo sciopero generale nazionale e che la decisione del prefetto di Roma impatta anche per i prefetti delle quattro città ospitanti le partite (Genova, Torino, Como e Pisa) e delle altre quattro città in trasferta (Napoli, Firenze, Milano e Parma). La scelta di far slittare il derby tuttavia ha trovato l'appoggio in particolare dal tecnico della Lazio Maurizio Sarri. "Meglio giocare il derby di lunedì. È meglio per tutti e anche per noi che abbiamo 24 ore di riposo in più. Ma anche perché credo che le quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni con la Champions non debbano farlo alle 12.30 di domenica", le sue parole. Mentre l'ipotesi del ricorso ha scatenato le reazioni anche dalla politica. "Quando si arriva a questo punto, già si è persa l'occasione, che ci si ritrovi davanti a un giudice secondo me è il segnale non soltanto di come si è arrivati ma di come si è partiti", ha spiegato il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi.

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