Le molte assenze consigliano un atteggiamento più “attento”. Ad impostare ci pensa Taylor
Una Lazio un po’ meno sarriana per rendere il Milan un po’ meno allegriano. È questo il piano a cui lavora il Comandante alla vigilia della sfida di domani con i rossoneri all’Olimpico. Tradotto, significa avere un atteggiamento prudente per evitare di concedere alla formazione avversaria quegli spazi che spesso e volentieri la esaltano.
Fare di necessità virtù
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Non si tratta però di una rivoluzione copernicana del suo modo di pensare calcio. Sarri è in qualche modo costretto a questa piccola-grande svolta dalle circostanze. Ancora una volta (è dall’inizio della stagione che gli succede) dovrà fare i conti con un’emergenza che in questo caso lo priva di ben sei giocatori. Assenze che si concentrano soprattutto in mezzo al campo, dove non ci sono entrambi i play (Cataldi e Rovella) e pure la mezzala che avrebbe potuto farne le veci, Basic. Le altre assenze sono in difesa, dove mancheranno il portiere, Provedel, e il leader del reparto, Romagnoli (oltre a loro out pure Gigot, che peraltro quest’anno non c’è mai stato). Con la formazione al completo si sarebbe potuto anche affrontare il Milan senza timori. Come accadde lo scorso autunno, quando nell’arco di cinque giorni (tra il 29 novembre e il 4 dicembre) la Lazio affrontò due volte i rossoneri, prima in campionato e poi in Coppa Italia, perdendo la prima gara e vincendo la seconda. E giocando in entrambe le occasioni alla pari con i più quotati avversari. Ora però la situazione è diversa. Sia perché a gennaio sono andati via due punti fermi come Guendouzi e Castellanos e i nuovi arrivati, pur non demeritando affatto, non possono ancora essere a quei livelli. E sia perché i tanti infortuni stanno pesantemente condizionando il cammino dei biancocelesti.
La variabile Patric
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Atteggiamento più prudente, quindi. Che non vorrà dire rinunciare a giocare, tutt’altro. Ma magari il baricentro sarà un po’ più basso del solito. Anche perché il centrale di centrocampo sarà un difensore, Patric. Sarri gli chiederà più di rompere il gioco altrui che impostare il gioco (anche se lo spagnolo ha piedi buoni). Di fatto Patric sarà un mediano davanti alla difesa, quasi un difensore in più. A organizzare la manovra penserà la mezzala Taylor che avrà la licenza di accentrarsi, costringendo così Zaccagni ad arretrare un po’ il suo raggio di azione e partecipare pure lui alla costruzione del gioco. Così la vede Sarri. Poi magari sorprenderà tutti e lancerà lo stesso la Lazio all’assalto del Milan.










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