"Pure balle. La gente lo vede. Il potere d'acquisto è calato. Ci sono studi fatti da chiunque, dall'Inps, da Mediobanca. E addirittura lei (Giorgia Meloni, ndr) come datore di lavoro dei dipendenti pubblici che hanno subito un +18% di inflazione, sta programmando la riduzione del potere d'acquisto". Lo afferma il leader della Cgil, Maurizio Landini, a Piazzapulita, in onda stasera su La7, dopo le dichiarazioni di ieri della premier secondo la quale "Nel terzo trimestre del 2025, il potere d'acquisto pro capite è cresciuto dell'1,7%, circa il triplo del risultato di Spagna e Germania, mentre in Francia è addirittura diminuito".
"Se c'è una crescita dei salari per qualcuno - dice Landini - non è grazie al governo, ma grazie al rinnovo dei contratti. I salari sono cresciuti ma non hanno tutelato il potere d'acquisto perché attraverso il fiscal drag pensionati e dipendenti hanno pagato più tasse: 25 miliardi che non dovevano pagare".
Sulla produzione industriale, dopo l'ennesimo calo certificato dall'Istat per il 2025 Landini dice: "siamo a 560 milioni di ore di cassa integrazione perché il calo della produzione determina anche un calo delle attività lavorative e alcuni settori strategici, acciaio, automotive, chimica, rischiano di andare a sbattere. Inoltre si stanno vendendo molte aziende importanti del nostro Paese. Questo indica l'assenza di una politica industriale, oltre ai casini che fanno dando i soldi a pioggia a tutti. Sull'Ilva diciamo da tempo che c'è bisogno dell'intervento pubblico. Oppure chiediamo che Stellantis venga a riferire a palazzo Chigi. Mai successo". Ed Elkann? "Se c'è qualcuno che si è mobilitato è stata la Fiom e la Cgil".
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