Emilio Deleidi
28 aprile - 07:57 - MILANO
Imprenditore geniale e sanguigno, vide la luce 110 anni fa, il 28 aprile del 1916, in una frazione della campagna ferrarese. Fatta fortuna coi trattori, decise, per ripicca nei confronti di Enzo Ferrari, di costruire automobili potenti e veloci, rendendo possibile la creazione di capolavori come la Miura e la Countach
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Le origini, la guerra, i trattori
Quando si pensa alla Motor Valley, la mente corre subito a Modena e dintorni, si sposta poi ai piccoli centri delle province di Parma da un lato, di Bologna dall’altro e arriva a spingersi fino a Imola, alla sua pista bella e densa di memorie. Ma è raro, invece, che a qualcuno vengano in mente Ferrara e i suoi dintorni. Un errore, perché, oltre a essere stati un centro industriale importante con la VM Motori - che a lungo ha fornito propulsori diesel alle grandi case automobilistiche - i dintorni di Ferrara hanno visto nascere 110 anni fa, il 28 aprile del 1916, uno dei più grandi personaggi della storia dell’auto: Ferruccio Lamborghini. Il futuro fondatore della Casa del Toro vede infatti la luce in una frazione di Cento chiamata Renazzo. Terra di agricoltori agli albori del Novecento, tanto che Ferruccio, primo di cinque figli, cresce nel podere di famiglia, condividendo i valori della cultura agraria dell’epoca. Lui, però, alimenta un’altra passione, quella per le macchine e i motori. Così si iscrive a un istituto di formazione professionale e inizia a lavorare come apprendista da un fabbro, che gli insegna i segreti della saldatura. Passa poco tempo e lo ritroviamo a Bologna, assunto in una delle più importanti officine della città, impegnato nella revisione dei mezzi dell’esercito: un momento felice, in cui soddisfa la sua passione, ma che dura poco, perché a incombere è la seconda guerra mondiale. Che lo vede in forze a Rodi, come caporale autiere assegnato alla manutenzione e riparazione degli automezzi militari. Sarà la sua salvezza perché, dopo l’armistizio dell’8 settembre, riuscirà a sopravvivere sull’isola greca aprendo una propria officina, fino al ritorno in Italia che avviene nel 1946. Ancora una volta è la sua passione per la meccanica a offrirgli un’opportunità: tempo meno di due anni e, il 3 febbraio 1948, Lamborghini presenta il suo primo trattore, battezzandolo Carioca. Basato su un telaio molto semplice, con componenti frutto della raccolta di materiali ex bellici, Carioca è potente, ma economico, ed è studiato per soddisfare le esigenze basilari degli agricoltori della Pianura Padana. È un successo, che permette all’imprenditore emiliano di acquisire un migliaio di motori Morris a sei cilindri e di dare vita anche a un nuovo modello, denominato L33. E si arriva così al 1951, momento in cui, in un’area più grande, nasce ufficialmente la Trattori Lamborghini.
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