Il suo nome è per sempre legato all'eccellenza del gusto e dello stile francese. In occasione dei 400 anni dalla nascita, il Musée Carnavalet di Parigi dedica una mostra a Marie de Rabutin-Chantal, meglio nota come Madame de Sévigné (1626-1696), giornalista e letterata, la cui brillante corrispondenza rimane ancora oggi tra le massime espressioni della letteratura classica francese. In programma dal 15 aprile, l'esposizione curata da Valérie Guillaume e Anne Laure Sol si terrà fino al 23 agosto tra le antiche mura dell'Hotel Carnavalet, la dimora del Marais, a due passi da Place des Vosges, dove la marchesa già vedova a 25 anni del marito ucciso in duello Henri de Sévigné, abitò dal 1677 fino alla morte nel 1696, ribattezzandola affettuosamente 'La Carnavalette'.
''Non è una scrittrice, è lo stile stesso", disse di lei il poeta Alphonse Lamartine, nel 1864 mentre un giovane Francois Truffaut, all'epoca tredicenne, si rivolgeva così all'amico Robert Lachenay, nel 1945: ''Non posso fare a meno di scriverti tutti i giorni. Io sevigno, tu sevigni, noi seviginamo...Scrivo cinque lettere al giorno. Scrivimi!". Altrettanti esempi di come il lascito epistolare della nobildonna sia entrato nell'immaginario collettivo di generazioni di francesi e non solo, dai banchi di scuola fino a grandi nomi della letteratura come Horace Walpole, Marcel Proust, o Virginia Woolf, che ne hanno rivendicato l'eredità. Intitolata 'Madame de Sévigné. Lettres parisiennes', la mostra riunisce oltre 200 opere, tra dipinti, oggetti, disegni, con cui ripercorrere la vita di questa singolare personalità della Parigi del '600. La mostra al Museo Carnavalet, la terza consacrata a Madame de Sévigné dopo quelle del 1926 e del 1996, si apre con uno primo spazio consacrato alla sua fortuna postuma, per poi concentrarsi sul ruolo delle donne nella Parigi dell'epoca. Molti secoli dopo la popolarità di Madame de Sévigné non sfuggirà all'occhio attento dei pubblicitari: il gusto da lei espresso per alcuni alimenti incita alcuni marchi di cioccolato, burro o formaggi, ma anche di vini della Borgogna, ad usare il suo nome per farne una sorta di madrina postuma.
Altri sfrutteranno la sua fortuna per promuovere oggetti più specificatamente legati alla scrittura, come penne o carta da lettere. A lei, assicurano i curatori della mostra, è stato anche intitolato uno dei crateri di Venere. Le lettere di Madame de Sévigné rappresentano sia un classico della letteratura sia uno straordinario lascito per conoscere gli usi, i costumi della Francia del tempo. Gran parte della corrispondenza è costituita dalle lettere che Madame de Sévigné inviò alla figlia, convolata a nozze nel 1669 con il conte du Grignan e trasferitasi in Provenza. La mostra ricorre nel 160/anniversario del Musée Carnavalet-Histoire de Paris, tra i luoghi più affascinanti della capitale, con ''un bel cortile, un bel giardino, un bel quartiere'' come scrisse la stessa Madame de Sévigné in una delle sue corrispondenze. Descrizione di una pioniera della stampa libera rimasta più o meno immutata attraverso i secoli.
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