La singolare protesta del fondista britannico, che non potrà più risiedere nel Paese a causa del livello di reddito insufficiente: "Andarmene comprometterà la mia carriera. Questa potrebbe essere stata la mia ultima gara qui, quindi ho accettato tutte le offerte di alcol dal pubblico"
Rebecca Saibene
16 marzo - 14:22 - MILANO
Dieci o dodici birre in corpo, cinque o sei shottini di Jägermeister e… una 50 km a tecnica libera da portare a termine. È la situazione in cui si è ritrovato Gabriel Gledhill, fondista britannico di 23 anni, che sabato ha tagliato il traguardo a Holmenkollen, in Norvegia, completamente ubriaco. La notizia? Non è arrivato ultimo: Gledhill ha chiuso 67° su 69 uomini classificati. Un risultato tutto sommato rispettabile, considerando i numerosi stop lungo il percorso compiuti dal britannico per scolarsi birre e drink offerti dagli spettatori. Dietro alla sbornia, però, ci sarebbe una motivazione: una sorta di protesta - o forse un saluto - alla Norvegia. Gledhill, che vive nel Paese scandinavo da cinque anni per allenarsi, ha infatti raccontato di come la sua richiesta di permesso di soggiorno permanente sia stata rifiutata a causa del livello di reddito insufficiente.
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"Per un atleta del mio livello, essere costretto a lasciare la Norvegia significherebbe, di fatto, la fine della mia carriera", ha spiegato Gabriel Gledhill. "Il mio programma di allenamento è interamente basato a Lillehammer. Se dovrò lasciare il Paese, dovrò anche abbandonare lo sci di fondo e ritirarmi dallo sport". E se davvero dovrà essere un’uscita di scena, tanto vale farla in grande stile. "Forse questa è stata la mia ultima gara qui, per questo ho accettato tutte le offerte di birra e alcol che mi sono arrivate. Credo di aver iniziato già al terzo giro". Una scelta che, come prevedibile, non è finita benissimo. "A un certo punto mi hanno dato del liquore, poi persino del collutorio. Me ne sono accorto dopo una ventina di secondi e l’ho sputato. Dopo la gara ho vomitato un po’ dappertutto". Non proprio il finale ideale per chi è arrivato dietro di lui, anche se Gledhill assicura di "non aver rovinato la gara agli altri atleti".








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